Amministrative: Sciacca sul tradimento dell’assessore designato Rossitto

19 maggio 2018 Politica

«Assistiamo ancora una volta a un episodio becero, figlio di un modo malato di intendere la politica. L’ennesima dimostrazione di quanto, per molti, gli interessi personali siano molto più importanti della propria integrità morale. È un fatto che se da un lato ci lascia amareggiati, dall’altro ci rende ancora più forti. Noi non facciamo giochetti e non prendiamo in giro gli elettori per il nostro tornaconto, perché abbiamo estremo rispetto della politica e soprattutto dei cittadini». Così il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Gaetano Sciacca, commenta la decisione dell’assessore designato ai Servizi Sociali di rinunciare al suo incarico per passare nel grande “calderone” del centrodestra. «Sia con Cristina Rossitto che con altri esponenti politici – prosegue – avevamo intrapreso un percorso di dialogo, nella massima trasparenza. Purtroppo, il rigore che contraddistingue il nostro progetto politico non è un valore condiviso da tutti. In una città che per decenni è stata alla mercé di inciuci, voti di scambio e interessi sporchi, ancora una volta siamo costretti, nostro malgrado, ad assistere a virate improvvise e cambi di casacca che mortificano l’intelligenza degli elettori. A Cristina Rossitto auguriamo buona fortuna, consapevoli del fatto che la sua destinazione è sicuramente più consona ai valori di serietà e coerenza che ha dimostrato». 

«Messina – conclude Sciacca – ha bisogno di una vera svolta culturale ed etica, che di certo non può essere garantita da chi questa città ha contribuito ad affossarla per vent’anni: vecchi distruttori che si celano dietro paladini del cambiamento. Noi andiamo avanti con le nostre idee, con l’appoggio della gente, con i valori che ci contraddistinguono, nella ferma convinzione che i cittadini siano troppo esausti per farsi prendere nuovamente per i fondelli da una politica che ha fatto solo disastri, malgrado le loro innumerevoli liste e i tanti candidati usati come carne da macello».