LA BRIGATA AOSTA ALLA GALATTI-CANNIZZARO, IL CASO MAZZEO: Solidarietà ad Antonio Mazzeo del Pci. “No alla scuola/caserma”

24 maggio 2018 Culture

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazione di Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del Partito comunista Italiano, sul ‘caso Mazzeo’, l’insegnante dell’istituto comprensivo Galatti-Cannizzaro sottoposto a un provvedimento disciplinare per aver criticato una manifestazione ‘militarista’ svoltasi all’interno della scuola con la presenza della ‘Brigata Aosta’.

“Antonio Mazzeo è uno straordinario attivista e ricercatore, che ogni giorno si batte, con coraggio ed intelligenza su molti fronti, dalla lotta per la pace e contro la militarizzazione del territorio alla lotta contro la mafia. In questi mesi ha svolto un lavoro prezioso, denunciando la sempre maggiore pervasività della presenza militare (italiana e Nato) nelle strutture formative di ogni ordine e grado. Antonio è anche un insegnante di cui la scuola italiana può andare orgogliosa. In modo del tutto coerente con la sua storia, con il buonsenso e con la Costituzione Mazzeo ha espresso argomentate critiche ad una manifestazione, di chiaro stampo militarista, che si è svolta nel cortile della sua scuola, l’istituto Comprensivo “Galati-Cannizzaro” di Messina, attorno alla presenza della “Brigata Aosta”. Nei giorni scorsi, incredibilmente, la dirigente scolastica dell’Istituto ha avviato l’iter di un provvedimento disciplinare nei confronti di Mazzeo, per le critiche espresse”, ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI.

“Siamo di fronte ad un fatto di gravità inaudita, incompatibile con il carattere democratico della scuola italiana, significativo di un clima culturale intollerabile che si respira in tanti istituti dopo la controriforma renziana.

Esprimendo totale solidarietà e sostegno ad Antonio Mazzeo, intendiamo sollevare una questione generale: la questione della libertà di espressione e degli spazi di agibilità democratica nelle nostre scuole.

È particolarmente significativo come l’autoritarismo padronale della “buona scuola” (di cui alcuni dirigenti scolastici si fanno zelanti interpreti) si coniughi con il militarismo nelle sue forme più grottesche. Non ci rassegneremo ad una scuola che rinuncia ad essere luogo di formazione dello spirito critico, non ci rassegneremo ad una scuola ridotta a vetrina dei soldati degli eserciti della Nato”, ha concluso Cangemi.