GOTHA VII: LA PROCURA ANTIMAFIA CHIEDE 6 ARCHIVIAZIONI

25 settembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

di Leonardo Orlando – Dall’inchiesta scaturita dall’operazione “Gotha VII”, scattata il 24 gennaio scorso contro il gruppo mafioso composto dalla “Famiglia Barcellonese” che dal 2013, dopo la cattura dei vecchi boss, aveva monopolizzato le tradizionali attività di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, sono state stralciate le posizioni di sei indagati per essere destinate all’archiviazione. Per effetto delle decisioni del Tribunale del riesame, che nell’immediatezza dell’arresto aveva annullato una delle 40 custodie cautelari in carcere, la richiesta di archiviazione è stata avanzata dai magistrati della Dda nei confronti dell’imprenditore Tindaro Marino, 58 anni di Gioiosa Marea e di Tindaro Lena, 45 anni di Patti. In particolare Marino era stato accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso per fatti commessi dall’agosto 2014 fino al marzo del 2016, al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Famiglia barcellonese” di cui lo stesso Marino avrebbe fatto parte tanto da essere coinvolto in diverse operazioni antimafia. Nello specifico l’imprenditore era stato accusato di avere esercitato pressioni e minacce nei confronti del custode giudiziario del maneggio, originariamente di proprietà dello stesso Marino e successivamente sottoposto a confisca nell’ambito di diversi procedimenti giudiziari. Fatto per il quale adesso è stata chiesta l’archiviazione. Richiesta di archiviazione anche per altri cinque indagati della stessa operazione. Si tratta di Carmelo Alesci, 57 anni, di Barcellona, accusato di aver partecipato alle richieste estorsive nei confronti del vivaista Vito Giambò; e di Carmelo Perrone, 45 anni, Giovanni Crinò, 33 anni, inteso ‘Roccia’ e Giovanni Fiore, 29 anni, di Milazzo, tutti personaggi chiamati in causa da uno degli ultimi collaboratori di giustizia Franco Munafò, che ha indicato gli stessi quali partecipanti a riunioni del gruppo mafioso dei ‘Barcellonesi’, per le questioni più disparate, compreso il clamoroso furto di armi dal poligono di tiro di Milazzo, fatte poi ritrovare vicino al cimitero di Barcellona, per l’intervento dl vecchio boss Filippo Milone che in una riunione aveva chiesto che quelle armi fossero restituite e cosi fu per volere del vecchio boss, fatte ritrovare abbandonate in un’auto parcheggiata vicino al cimitero di Barcellona. Rassegnaweb da Gazzetta del Sud