MESSINA: ASSOLTO IN APPELLO L’EDITORE ENZO BASSO. NEL 2016 VENNE CONDANNATO A 6 MESI PER APPROPRIAZIONE INDEBITA

2 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

La Corte d’Appello di Messina, presieduta da Alfredo Sicuro, su richiesta del Pg Napoli, ha assolto ieri Enzo Basso, già editore dell’ex settimanale Centonove, con la formula “perchè il fatto non sussiste”, dall’accusa di appropriazione indebitaI giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto emesso nel 2016 assolvendolo con formula piena. In primo grado il giornalista era stato condannato a 6 mesi e 600 euro di multa per il mancato passaggio dalla editoriale Centonove alla Consultant srl di un pagamento di 12 mila euro, versati dalla Regione Siciliana per la fornitura del servizio di rassegna stampa.

L’INCHIESTA, LA CONDANNA A SEI MESI.

Le indagini che hanno portato all’arresto proprio un anno fa del giornalista Enzo Basso nascono nell’ambito del procedimento penale a carico dello stesso editore terminato con una condanna a sei mesi in primo grado e ieri con un’assoluzione in appello. Nel dicembre del 2016 l’editore Enzo Basso fu condannato per appropriazione indebita a 6 mesi di reclusione e a 600 euro di multa. Era accusato, nella qualità di amministratore unico e legale rappresentante della società ‘Editoriale Centonove Srl’, di essersi appropriato indebitamente di 12.000 mila euro. In particolare la ‘Editoriale Centonove Srl’ e la società ‘Consultant Srl’ costituivano un raggruppamento Temporaneo di Imprese per la fornitura congiunta del servizio conferito con appalto indetto dalla Regione Siciliana ed avente ad oggetto ‘affidamento servizio rassegna stampa telematica e video’. La editoriale Centonove Srl assumeva la funzione di mandataria e rappresentante e stipulava in questa veste con la Regione Siciliana il contratto di appalto, “in forza del quale la stazione appaltante e il Raggruppamento pattuivano la corresponsione del compenso, erogato a beneficio del R.T.I. medesimo, mediante versamento sul conto della Editoriale Centonove Srl. All’esito dei pagamenti di volta in volta ricevuti, la Editoriale Centonove Srl ometteva di conferire alla ‘Consultant Srl’ la ‘quota-parte’ di spettanza, appropriandosi così indebitamente della somma pari a euro 12.000, e dimostrando l’intenzione di tenere la cosa come propria”. Durante il dibattimento un teste raccontò di avere accertato che il titolare della società Editoriale aveva la materiale disponibilità su quel conto, avendo verificato gli spostamenti di danaro, come i bonifici della Regione e l’esistenza di alcuni bonifici riversati su altre due società. L’inchiesta nacque dalla denuncia di Sergio D’Ippolito, presidente del consiglio di amministrazione della Consulting s.r.l. EDG