LA MAFIA “PARA-GENTILE” DEL ROMEO… – OPERAZIONE ‘BETA 2’: IL BUSINESS DEI FRATELLI LIPARI NELLA DISTRIBUZIONE DEI FARMACI. IL RUOLO DI GIUSEPPE LA SCALA. NINO IL FARMACISTA

29 ottobre 2018 Inchieste/Giudiziaria

di EDG – Vincenzo Romeo, il nipote prediletto del capomafia catanese Nitto Santapaola, aveva escogitato un sistema quasi perfetto per riciclare i milioni di euro guadagnati con il business delle scommesse on line: le forniture alle farmacie. “Non si tratta di fare estorsioni – ha spiegato il pentito Biagio Grasso – ma di infiltrarsi in varie attività economiche, attraverso una partecipazione societaria occulta, utilizzando queste attività per ripulire il denaro proveniente dal settore dei giochi illegali o da altre attività illecite, oppure imponendo forniture (come nel caso delle forniture farmaceutiche), senza esercitare in modo esplicito la violenza, se non quando necessario…”.

Gli investigatori della sezione Anticrimine di Messina hanno scoperto un altro segmento importante dell’impero criminale del giovane Romeo, che ormai da anni si è trasferito nella città dello Stretto dove si è laureato e ha messo su famiglia, ufficialmente per allontanarsi dai parenti catanesi, ma era solo una grande messinscena. Le indagini coordinate dal procuratore di Messina Maurizio de Lucia hanno fatto scattare un blitz questa notte, che ha portato in carcere otto persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di influenze illecite, estorsione e turbata libertà degli incanti, aggravati dall’avere agevolato il gruppo Romeo-Santapaola. Il rampollo di Cosa nostra era già in carcere da un anno, adesso vengono bloccati i suoi attivissimi manager.

“Come emerge dalla misura nel procedimento originario – scrive il gip Mastroeni nelle 272 pagine dell’ordinanza – , ai fratelli Lipari, figli di Carmela Romeo – nipote di Francesco Romeo – erano stati contestati reati in materia di armi e di organizzazione di corse clandestine di cavalli. Con le dichiarazioni di Grasso, il ruolo dei fratelli Lipari, nel contesto associativo in questione, si è chiarito e rafforzato, essendo emerso da un lato il ruolo in capo a costoro di soggetti che per conto del gruppo gestiscono il settore della distribuzione dei farmaci e dall’altro quello di sodali a completa disposizione di Vincenzo Romeo e dei fratelli…”. “Come è evidente, la pluralità delle ‘occupazioni’ per conto della associazione, insieme ai rapporti continui e ristretti con il capo di essa, portano ad escludere che i due fratelli si muovessero all’esterno dell’associazione…apparendo organici alla stessa”.

“Sul campo della distribuzione dei farmaci – scrive sempre il gip – Grasso fornisce elementi netti ed inequivoci”. Poi il gip Mastroeni spiega come “solo un mafioso ed una associazione mafiosa hanno capacità di sottrarre allo Stato strisce di territorio e in quest’ambito i Lipari vengono indicati come braccio dei Romeo e dell’associazione e in tale veste aventi titolo e privilegi ad operare nel settore dei farmaci. Trattasi di una investitura, con la imposizione tipicamente mafiosa, che conferma come il settore farmaceutico sia campo di lavoro dei tre soggetti indicati non come onesti imprenditori ma in quanto ‘mafia’. Del resto in più parti nelle intercettazioni emergerà la centralità del Romeo e ovviamente per il suo potere e mezzi mafiosi”.

“ATTIVITA’ “PARA-GENTILE”…’

“Resta non significativo pensare che trattasi di attività che si può condurre lecitamente, nella specie titolo e forza per occuparsene sono mafiose e anche tale attività è ramo di estrinsecazione della nuova mafia “para-gentile” (che talvolta con metodi non sempre violenti, non essendo più neanche necessario e certamente e pericolosamente come ambiti, disdegnando estorsioni “pure” e droga e mirando ad inserire e occultarsi nelle attività in sé lecite) del Romeo. Con lui e per lui lavorano organicamente e consapevolmente i Lipari e il La Spada.

I VERBALI DI GRASSO.

In un verbale del dicembre del 2017 Grasso parla per la prima volta di “una società gestita dai Lipari che si occupa di distribuzione di farmaci a Messina e Catania, nella quale ci sono interessi dei Romeo, Romeo Vincenzo ha fatto diversi incontri con Roberto Vacante per tale concessione relativa alle forniture delle farmacie…”. 15 giorni dopo, in un altro verbale Grasso approfondisce l’argomento. Grasso precisa che Romeo, gestisce “l’attività della distribuzione con i cugini Antonio Lipari e Salvatore Lipari (nella foto), unitamente a tale Giuseppe, detto Lola…”.

“Salvatore Lipari  – racconta Grasso – fa parte del gruppo e si occupa col fratello della distribuzione dei farmaci. Hanno una società che distribuisce farmaci per conto di una ditta di Napoli. Per un certo periodo anche mio fratello lavorò nella consegna dei farmaci”.

L’INTIMIDAZIONE AL FARMACISTA…

“Per quanto attiene l’imposizione della fornitura dei farmaci ricordo che il Vincenzo Romeo, in mia presenza ebbe una discussione accesa con il proprietario di una farmacia, sita nei pressi del complesso Messina 2. Ricordo inoltre che il farmacista secondo quanto riferitomi da Vincenzo Romeo, aveva problemi di tossicodipendenza. Ritornando all’episodio all’imposizione a fronte della resistenza del farmacista che rappresentava di essere legato ad altro fornitore, Vincenzo Romeo gli impose espressamente che avrebbe dovuto fornirsi dai Lipari perché quello era il loro territorio”.

IL CENTRO UNICO DI DISTRIBUZIONE. 

Nel verbale del 4 gennaio Biagio Grasso precisa ulteriormente come e con chi avviene il sistema della distribuzione dei farmaci da parte dei fratelli Lipari.

“La società che aveva dato incarico ai predetti per la distribuzione di farmaci si chiama FARVIMA, con sede a Napoli e ha come direttore commerciale tale Giuseppe La Scala (nella foto tratta dal profilo personale di Facebook), che abita nel complesso IL MITO a Messina. La Scala ebbe un ruolo nel procurare a Lipari e a Romeo la concessione per la distribuzione dei farmaci in favore dell’impresa di costoro. Preciso che il figlio del titolare della FARVIMA, Mirko De Falco, si è recato presso i miei uffici accompagnato da Giuseppe La Scala, il quale mi presento come persona di riferimento per la creazione di un centro distribuzione dei farmaci forniti dalla FARVIMA unico per la Sicilia e parte della Calabria, provincia di Reggio Calabria. Avevo proposto a Mirko De Falco di realizzare questo centro di distribuzione nell’area industriale di Milazzo, comprensorio di Monforte Marina, dove ero proprietario di alcuni terreni attraverso la mia società B&P PARTECIPAZIONI Srl. I terreni poi andarono all’asta per problemi bancari”.

LA CENA.

“L’incontro con De Falco avvenne nel 2014, cui fece seguito una cena nella trattoria Etnea nei pressi del Tribunale, alla quale parteciparono oltre al De Falco e al La Scala, io, Vincenzo Romeo, Maurizio Romeo, Benedetto Romeo, Antonio Lipari e Salvatore Lipari. Romeo fu presentato a De Falco da La Scala come socio di riferimento del Lipari, con collegamenti importati su tutta la Sicilia, poco prima che ebbe inizio la cena, nella fase delle presentazioni La Scala disse a De Falco introducendo Romeo, che costui era un imprenditore in vari settori e parente diretto di Nitto Santapaola, con interessi economici a Messina, Catania e in buona parte della Sicilia Orientale. La Scala in questo contesto presento’ il Romeo evidentemente volendo rappresentare che Romeo era un punto di riferimento per l’espansione della rete di distribuzione dei farmaci. Questi fatti avvennero nel 2014, forse fine 2013, inizio 2014. 

IL SISTEMA. IL RUOLO DI LA SCALA. NINO, IL FARMACISTA

Ecco come spiega Grasso il funzionamento del sistema di distribuzione.

“Per quanto di mia conoscenza La Scala contattava le farmacie essendo il direttore commerciale della FARVIMA, la sua attività consisteva anche nell’aumentare il giro d’affari dei Lipari correlato non al numero di consegne presso le farmacie ma al volume complessivo del rapporto commerciale tra le singole farmacie e la FARVIMA. Sempre in quel periodo, forse nel 2013, il LA SCALA, condusse presso il mio ufficio tale NINO, titolare di una farmacia presso il bar Progresso a Messina, il quale aveva pure un incarico presso un organo di rappresentanza dei farmacisti ed in quella sede sia io che il La Scala esponemmo questo progetto della creazione di un centro di distribuzione farmaci. In questo incontro non si fece riferimento espresso al coinvolgimento di Vincenzo Romeo in questo affare, ma questo dott. Nino sapeva che dietro i Lipari vi era Romeo. Il La Scala stesso mi confidò che i farmacisti che avevano rapporti d’affari con i Lipari erano a conoscenza che dietro costoro vi fossero i ROMEO e quindi La Scala ove era necessario riusciva ad avere affidate queste forniture, spendendo il nome di Romeo. Ho già fatto riferimento ad un episodio di intimidazione da parte di Vincenzo Romeo nei confronti di un farmacista di Messina. Esponemmo il progetto verbalmente. Questo progetto venne esposto al dottore Nino per avere una influenza da parte di costui nei riguardi delle farmacie di Messina e non”.

Dopo l’incontro la distribuzione dei farmaci su Messina aumentò di molto. Infatti mio fratello collaborò nella distribuzione dei farmaci, perché c’era stato un aumento della richiesta dei farmaci“.

“Emerge con evidenza il protagonismo assoluto di Vincenzo Romeo in questo settore… ed emerge il peso che va proiettato anche nelle risultanze successive determinanti per i coimputati dello stesso e della forza criminale dell’associazione che è base, titolo e ragione dell’inserimento e dell’accettazione dei terzi del suddetto ruolo”. L’attività di intercettazione a carico dei Lipari, “ha riscontrato pienamente il Grasso, cioè che Antonio Lipari svolge mediante l’omonima ditta individuale, attività di distribuzione di farmaci in Calabria per conto della FARVIMA MEDICINALI Spa e della sua controllata SOFAD S.r.l. di Misterbianco, mentre Lipari Salvatore contribuisce alla consegna dei farmaci, in quanto questo risulterebbe impiegato all’Asp di Messina, ufficio contabilità, con un contratTo a tempo determinato“.

LE ESIGENZE CAUTELARI PER I FRATELLI LIPARI.

“Quanto a Antonio Lipari e Salvatore Lipari  – scrive il gip Mastroeni – si osserva che nonostante lo stato di incensuratezza hanno dimostrato una particolare dimestichezza nella detenzione e nell’uso di armi da fuoco, come comprovano i gravi episodi a loro contestati…. i suddetti hanno esternato un’indole altamente delinquenziale, spregiudicata, facile a reiterare condotte del tipo di quelle in contestazione, peraltro in favore di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata”.

NELLE FOTO GIUSEPPE LA SCALA, ANTONIO LIPARI E SALVATORE LIPARI.