TUTTI I NOMI – BARCELLONA, L”AFFAIRE COPPOLINO’: CHIESTI 10 RINVII A GIUDIZIO. C’E’ ANCHE IL SINDACO MATERIA

5 dicembre 2018 Inchieste/Giudiziaria

Di Leonardo Orlando – Con atto firmato dal procuratore Emanuele Crescenti e dal sostituto Matteo De Micheli, è stato chiesto il rinvio a giudizio per dieci indagati coinvolti nella maxi-inchiesta sulle presunte ‘coperture’ istituzionali che sarebbero state garantite da funzionari e impiegati comunali di Barcellona, all’ex assessore Angelo Coppolino e ciò in forza del ruolo istituzionale che egli aveva rivestito a Palazzo Lontano fino al 23 novembre 2016, con lo scopo di ‘salvare’ il suo posto in Giunta, messo in discussione dopo che il 9 novembre 2016 furono sequestrati i due edifici abusivi riconducibili all’ex amministratore che ospitavano il ‘B&B Mandanici’ e il ristorante ‘al Borgo’, ubicati lungo la via Gerone a Marsalini. Nell’udienza preliminare del prossimo 11 febbraio davanti al gip dovranno comparire per essere giudicati il sindaco Roberto Materia, il quale risulta indagato solo per il reato di abuso d’ufficio in relazione alla revoca ritenuta ‘illegittima’, dell’incarico di comandante della polizia municipale al col. Lino La Rosa; Per i reati di peculato, corruzione, abuso d’ufficio e una serie di ipotesi di falso in atti pubblici, dovranno comparire anche l’ex assessore, l’imprenditore edile Angelo Coppolino, considerato l’artefice di una strategia che ha piegato alle sue volontà sindaco, funzionari e tecnici; l’arch. Carmelo Rucci, responsabile dell’Ufficio comunale edilizia privata e abusivismo e l’ex vicecomandante con funzioni dirigenziali della polizia municipale, il commissario Salvatore Di Pietro, i quali avrebbero agito in concorso tra loro ognuno per le sue funzioni ricoperte all’epoca. Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex segretario generale del comune, Santi Alligo, che in questa vicenda avrebbe avuto un ruolo da regista, tanto da aver tentato – secondo la Procura – di raggirare con la formazione e l’utilizzo di atti falsi la stessa autorità giudiziaria, facendo credere l’inesistenza di reati penali negli abusi commessi nei due edifici del “B&B Mandanici” e del ristorante ‘al Borgo’. All’ex segretario, infatti, oltre a due ipotesi di falsità nella redazione di due atti pubblici, si contesta anche l’ipotesi di aver aiutato l’ex assessore Coppolino ad eludere le indagini. Richieste di rinvio a giudizio per i due tecnici comunali dell’ufficio abusivismo, Giuseppe Bonomo e Francesco Livoti, i quali sono accusati di falsità nei verbali di sopralluogo e di abuso d’ufficio per aver procurato, violando la legge, un vantaggio patrimoniale all’ex amministratore, stessa richiesta per l’arch. Bruno Isgrò, progettista e direttore dei lavori dei due immobili finiti sotto sequestro, per due ipotesi di abuso d’ufficio e falsità ideologica e per il fratello dell’ex assessore, Felice Coppolino, accusato di abuso d’ufficio in concorso con i funzionari comunali. Per rispondere della contestazione del reato di ‘favoreggiamento’ per consentire al suo assistito, l’arch. Carmelo Rucci, di eludere le indagini per ottenere la scarcerazione, in udienza preliminare dovrà comparire l’avvocato Domenico Floramo. Rassegnaweb da Gazzetta del Sud