Truffa alla Ue, 2 progetti turistici fantasma per le Eolie e i Nebrodi. Ai domiciliari l’imprenditore Antonio Fabbrizio

4 Gennaio 2019 Inchieste/Giudiziaria

A Salina doveva sorgere la base operativa di un grande progetto per la valorizzazione del patrimonio culturale delle Eolie. In provincia di Messina era previsto un “sistema itinerario” per promuovere i paesi dei Nebrodi. A Palermo, aspettavano invece un modernissimo centro servizi per il turista. Dieci progetti finanziati dall’Europa fra il 2000 e il 2006 dovevano rilanciare il turismo in Sicilia, si sono trasformati nell’ennesimo spreco. Ed è finito agli arresti domiciliari l’imprenditore Antonio Fabbrizio, il provvedimento firmato dal gip Piergiorgio Morosini ha fatto scattare anche un sequestro di beni per 11,3 milioni (6,2 sono di Fabbrizio; 5,1 di Massimo Daniele Iafisco, stretto collaboratore del manager arrestato). Le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Andrea Fusco contestano a Fabbrizio e ad altre tre persone le accuse di associazione a delinquere finalizzata “al falso ideologico, all’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e alla successiva malversazione”.

Contestato anche il reato di bancarotta fraudolenta, perché le società che hanno intascato i contributi europei sono state poi svuotate e indirizzate al fallimento, un modo per far scomparire il tesoretto arraffato. Gli investigatori del Gruppo Tutela spesa pubblica hanno scoperto quasi 7,8 milioni di euro di fatture false, un sistema quasi perfetto per giustificare spese mai avvenute e intascare soldi pubblici.

I progetti

E’ davvero lungo l’elenco dei progetti mai realizzati dai tre soggetti che hanno intascato i fondi: “Alimentaria Sicilia srl” ha avuto 2 milioni 222.449 euro; “Consorzio Cult”, 715.676,76 euro; “Consorzio Sistema Palermo servizi musei”, 270.948,71 euro. A Catania, dovevano realizzare un portale Internet e poi fare arrivare audio guide e biciclette, per far conoscere il centro storico ai turisti. Progetti analoghi erano stati finanziati dall’Europa per Siracusa, per le torri e i castelli della provincia di Carini, per i borghi marinari, per la provincia di Agrigento e poi per quella di Trapani. Nulla di tutto questo è stato realizzato. Ora ci sono complessivamente 14 persone indagate. E per Fabbrizio è scattata anche l’interdizione dall’attività imprenditoriale, per 12 mesi. Due anni fa, l’imprenditore era rimasto coinvolto in un’inchiesta su altri finanziamenti europei, per la produzione di biocombustibili da materiali di scarto. Ed era arrivata una condanna. Nell’ambito di un’indagine su mafiosi e colletti bianchi il manager è stato invece assolto dall’accusa di estorsione. Intanto, proseguiva nei suoi progetti imprenditoriali.

Dice il colonnello Cosmo Virgilio, il comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo: “La Guardia di finanza prosegue la propria azione di contrasto agli sperperi di risorse pubbliche provenienti dai fondi europei, nazionali, regionali e locali e alle connesse condotte di reinvestimento illecito in beni e attività economiche, che rappresentano un rilevante danno non solo per il complessivo sistema degli incentivi alle imprese, ma soprattutto alimentano una concorrenza sleale e sono nocumento dagli operatori economici onesti e rispettosi delle regole”.