Ethiopian Airlines: Aereo caduto, tra le vittime l’assessore regionale Tusa

10 Marzo 2019 Mondo News

C’erano anche otto italiani tra i passeggeri dell’aereo della Ethiopian Airlines che si è schiantato subito dopo il decollo da Addis Abeba. Nella lista anche l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione. Il pilota aveva chiesto di tornare indietro.

Sebastiano Tusa, 66 anni, morto nel disastro aereo del volo Ethiopian airlines diretto a Nairobi, era un noto archeologo molto conosciuto anche a livello internazionale. Un “tecnico” con la passione per la politica. Sovrintendente del Mare della Regione Siciliana, docente di Paleontologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, dall’11 aprile 2018 era stato chiamato a ricoprire la carica di assessore ai Beni culturali per la Regione Siciliana nella giunta guidata da Nello Musumeci, dopo le dimissioni del critico Vittorio Sgarbi. Nel 2003, durante scavi da lui diretti nell’isola di Pantelleria, furono trovati tre ritratti imperiali romani. Nel 2004 viene nominato come primo Sovrintendente del Mare da parte dell’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana. Ha organizzato missioni archeologiche in Italia, Pakistan, Iran e Iraq. Nel 2005 ha guidato gli scavi a Mozia, riportando alla luce, sulla strada sommersa che conduce all’isola, delle strutture identificabili come banchine. Nel 2008 ha realizzato un film documentario con Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria. Gli scavi da lui promossi, e condotti sul campo da Fabrizio Nicoletti e Maurizio Cattani, hanno anche confermato il ruolo di Pantelleria come “crocevia per i mercanti” in epoca antichissima. Figlio di un altro famoso archeologo, Vincenzo Tusa, laureato in Paletnologia, sposato con la direttrice del Museo d’Arte contemporanea e moderna di Palazzo Riso a Palermo, Valeria Patrizia Li Vigni, padre di due figli, Vincenzo e Andrea, Tusa era un dirigente della Regione Siciliana. Negli anni novanta era stato responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Dopo avere in parte abbandonato la ricerca sul campo, si era occupato di amministrazione dei beni culturali nei ruoli della Regione Siciliana, guidando la Soprintendenza di Trapani. Nel gennaio 2010 era stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi. Nel 2012 era tornato a dirigere la Soprintendenza del mare, prima di essere chiamato un anno fa da Musumeci a ricoprire l’incarico di assessore ai Beni culturali. L’ultima sua iniziativa di grande richiamo era stata l’allestimento di una mostra di Antonello da Messina al Palazzo Reale di Milano. Tusa era diretto in Kenya, per partecipare a una conferenza internazionale promossa a Malindi dall’Unesco dopo le ricerche sottomarine condotte dal suo staff, di concerto con il direttore del Museo Nazionale di Malindi Caesar Bita, che avevano evidenziato grosse potenzialità nell’ambito dei ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano indiano.

Nell’abitazione di Sebastiano Tusa, l’assessore ai Beni Culturali della Regione siciliana morto nell’incidente aereo del volo dell’Ethiopian airlines precipitato stamane ad Addis Abeba, è un via vai di parenti e amici. Tutti cercano di consolare la moglie dell’archeologo, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Museo d’arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo, che cerca inutilmente di trattenere le lacrime.

“Sono molto dispiaciuto per la morte di Sebastiano Tusa, avevamo ancora tante cose in sospeso in Sicilia…”. Vittorio Sgarbi ha appena appreso della morte dell’archeologo Sebastiano Tusa, l’assessore ai Beni culturali della Sicilia che si trovava sull’aereo caduto in Etiopia. Dopo le dimissioni di Sgarbi da assessore ai Beni culturali, il critico d’arte chiese espressamente al governatore Musumeci di nominare come suo successore proprio Tusa, che era il direttore dell’assessorato. “Tusa era il mio erede naturale, io l’ho voluto fortemente – dice ancora Sgarbi – era una persona competente e cordiale”. “Il fatto che accada a una persona così vicina fa pensare che è meglio non prendere l’aereo, perché in un incidente automobilistico puoi cavartela, ma se cade un aereo non ti salvi”, dice Sgarbi all’Adnkronos. “Avevamo tante cose sospese…”, dice ancora Sgarbi. I due si dovevano vedere a Palermo il prossimo 18 marzo per un evento culturale. “Ora forse lo faremo lo stesso, commemorando Sebastiano”, dice.

Tra i 157 passeggeri – tutti deceduti – figurano anche tre cooperanti della onlus bergamasca Africa Tremila: il presidente Carlo Spini e la moglie Gabriella Vigiani, di Sansepolcro (Arezzo), e il tesoriere Matteo Ravasio, commercialista bergamasco. Sull’aereo c’era anche Paolo Dieci, romano, presidente del Cisp, il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli e rete LinK 2007, un’associazioneche raggruppa14 importanti ong italiane. Hanno perso la vita anche due funzionarie del World Food Programme delle Nazioni Unite, Virginia Chimenti Pilar Buzzetti, romana, e Rosemary Mumbi. La Farnesina, che ha attivato l’unità di crisi, ha fatto sapere di essere già in stretto contatto con le famiglie per fornire la massima assistenza. Lavorava a Roma alla Fao, ma di nazionalità inglese, un’altra delle vittime, Joana Toule.