Messinaccomuna: “De Luca, il sindaco metropolitano sfasciato in perenne campagna elettorale”

11 Aprile 2019 Politica

“Come si chiamano i politici che dicono di fare una cosa e poi non la fanno, ma fanno finta di fare cose che in realtà non possono fare? A Messina hanno un nome e un cognome: Cateno De Luca”. Messinaccomuna, movimento fondato dall’ex sindaco Renato Accorinti e dagli ex assessori Guido Signorino e Sergio De Cola sferra l’ennesimo attacco all’attuale primo cittadino. In una nota,  i tre ex amministratori  commentano con toni polemici l’annuncio di De Luca in merito alla sua volontà di consegnare al Prefetto la fascia da sindaco metropolitano e marciare insieme agli sindaci dei comuni messinesi il prossimo primo maggio.

“Dopo le promesse di dimissioni non mantenute, dopo le promesse elettorali morte e sepolte, ecco adesso le promesse istituzionali non attuabili. De Luca – scrive Messinaccomuna – il primo maggio vuole “marciare sulla Prefettura”, seguito da un manipolo di sindaci fedeli, per fare un atto vuoto, inutile, e recitare l’ennesimo show (con immancabile selfie e salace commento su FB).

“Dice che si sospenderà dalle funzioni di Sindaco della Città Metropolitana, consegnando la fascia alla Prefetta. È una cosa che, semplicemente, non può fare. Per la legge (e per il TAR) lui è Sindaco della Città Metropolitana non per scelta personale, non per elezione diretta, ma solo in quanto Sindaco della città capoluogo. Per sospendersi da Sindaco metropolitano DEVE sospendersi da Sindaco di Messina. Se non lo fa, vuol dire che siamo di fronte a una nuova carnevalata: dopo l’onorevole in mutande avremo anche il sindaco metropolitano “sfasciato” che, in realtà, sfascia l’istituzione che governa: non c’è un “vicesindaco metropolitano” e non esiste alcun impedimento oggettivo e riscontrabile. Mentre lui gioca ad autosospendersi, chi svolgerebbe le sue funzioni? A furia di “provocazioni”, De Luca potrebbe cadere nell’interruzione di pubblico servizio. Uno che il sindaco lo sa fare, deve anche sapere cosa non può fare, e l’autosospensione da sindaco, non prevista dalla legge, proprio non può farla”.

“Se vuole davvero risolvere il problema, lo ponga sui tavoli giusti: vada alla Regione, dal “suo” governo e dall’Assessora alle autonomie locali (appartenente al “suo” partito-taxi di turno), non scappi da Messina quando viene in città un Ministro, mobiliti l’ANCI e l’Unione delle Province (se ci riesce), proponga interventi normativi coerenti, strutturati e sostenibili (se ne è in grado). Insomma, la smetta di fare “provocazioni” e cominci a fare il Sindaco in maniera seria, operosa, costruttiva e rispettosa delle istituzioni (se davvero lo sa fare). Marciare il primo maggio a Messina – concludono gli ex amministratori – serve solo a fare campagna elettorale per Forza Italia alle Europee”.