Senza stipendi i lavoratori dell’hotspot di Messina

8 Maggio 2019 Senza categoria

«Le politiche messe in atto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, hanno letteralmente messo in ginocchio il settore dell’accoglienza, lasciando a casa oltre 15 mila persone, per lo più under 35. In compenso, chi il posto di lavoro non lo ha ancora perso, non riceve lo stipendio. E’ il caso dei dipendenti impiegati presso l’hotspot di Messina istituito all’interno della Caserma Gasparro-Bisconte e gestito dalla cooperativa Badia Grande».

Il segretario della FP CGIL, Francesco Fucile e la componente di segreteria, Elena De Pasquale, intervengono sulla questione evidenziando come «la situazione, per gli operatori impiegati all’interno della struttura, attualmente priva di ospiti, ma dove è comunque necessario garantire la turnazione minima, sia diventata insostenibile.

Lo scorso mese di aprile i lavoratori hanno percepito lo stipendio di dicembre 2018 e ad oggi non hanno ancora ricevuto nessuna mensilità relativa al 2019. La cooperativa, nonostante le richieste di incontro non siano mancate – continuano i rappresentanti sindacali – non fornisce alcun riscontro».

Il nuovo appalto

Tale circostanza sta dettando ancora più preoccupazione tra i dipendenti perché la cooperativa Badia Grande si è aggiudicata (ma si attende ancora l’aggiudicazione definitiva) la nuova gara bandita dalla Prefettura relativa alla gestione dell’hotspot i che, relativamente al personale, prevede, tra l’altro, l’applicazione delle nuove griglie ministeriali, con una netta riduzione delle ore di lavoro.

«La notizia ha inevitabilmente generato apprensione tra i lavoratori, che temono di vedere ulteriormente affossata la loro situazione. Alla luce di ciò, a breve inoltreremo alla Prefettura una richiesta di incontro, cui prenda parte anche la cooperativa Badia Grande, al fine di risolvere, nel più breve tempo possibile, il problema relativo alla mancata retribuzione degli stipendi ai lavoratori. Non è accettabile, infatti, che quest’ultimi, già profondamente scossi da quanto sta interessando il settore dell’accoglienza, non abbiano neanche la possibilità di ottenere quanto gli spetta di diritto, soprattutto dopo l’impegno e i sacrifici spesi all’interno dell’hotspot».

Il caso Modena

In ultimo, la FP CGIL esprime piena solidarietà nei confronti di un gruppo di lavoratori del settore dell’accoglienza nella città di Modena, schiaffeggiati, spintonati e fatti oggetto di sputi per aver tentato di esporre striscioni a sostegno del sistema dell’accoglienza, di chi vi lavora e dell’apertura dei porti, «a conferma del clima di assoluta intolleranza che sta attraversando il Paese».