Portorosa rifugio dorato di criminali: Dolce casa Sicilia per Carlos Luis Malatto accusato di gravi crimini durante il regime militare golpista in Argentina

13 Giugno 2019 Inchieste/Giudiziaria

Di Antonio Mazzeo – Portorosa si conferma il rifugio dorato di criminali e latitanti di mezzo mondo. E’ di oggi lo scoop dei giornalisti di Repubblica.it Emanuele Lauria e Giorgio Ruta che hanno filmato in un villino della rinomata località turistica l’ex tenente colonnello dell’esercito argentino Carlos Luis Malatto, fuggito dal paese di origine a seguito di diversi ordini di cattura per l’omicidio e la sparizione forzata nei terribili anni della dittatura militare di tre attivisti politici, nonché per i reati di associazione per delinquere, lesioni aggravate, violazione di domicilio e sequestro di persona.

Malatto dopo essersi rifugiato in Cile, nel 2011 ha raggiunto l’Italia, ospite prima a L’Aquila della Confraternita della Misericordia e successivamente a Genova della Parrocchia di San Giacomo Apostolo. Dopo essere stato individuato dai corrispondenti liguri del Corriere della Sera, l’ex militare della Junta golpista argentina ha fatto perdere le proprie tracce per ricomparire nell’estate 2017 in Sicilia: aveva trovato domicilio in un appartamento di via santa Chiara a Calascibetta (Enna). A seguito della rivelazione da parte di un periodico spagnolo del suo trasferimento in Sicilia, Carlos Luis Malatto ha lasciato in fretta e furia il piccolo comune per trascorrere la propria latitanza in un residence di Portorosa, proprio come avevano fatto negli anni passati alcuni dei maggiori boss dell’ala stragista di Cosa nostra, grazie anche alla protezione dei referenti mafiosi locali in odor di servizi segreti, massoneria deviata e neofascismo.

Dopo che nel luglio del 2014 la Corte di Cassazione aveva annullato l’autorizzazione  dei giudici del Tribunale de L’Aquila all’estradizione delle’ex militare in Argentina, nel novembre 2016 l’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando, in base all’articolo 8 del codice penale, ha firmato l’autorizzazione a processarlo in Italia. A difendere Carlos Luis Maletto sono i legali Augusto Sinatra e Franco Sabatini, soci senior del noto studio Sinatra di Roma, fondato nel 1963 dall’avv. Mario Sinagra. Augusto Sinatra, originario di Catania ed ex ufficiale dell’Aeronautica militare, dopo aver ricoperto il ruolo di magistrato è stato nominato nel 1980 Consigliere giuridico presso il Ministero degli Affari Esteri. Successivamente è diventato docente di materie giuridiche nelle Università di Roma, Trieste, Genova, Chieti e Palermo. Il suo nome è finito nelle liste della loggia massonica P2 del maestro venerabile Licio Gelli (tessera n. 946); dello stesso Gelli, Augusto Sinatra è stato pure l’avvocato difensore. Più recentemente il legale di origini etnee ha ricoperto l’incarico di “rappresentante permanente in Italia della Repubblica Turca di Cipro del Nord” (il territorio cipriota illegalmente occupato dalla Turchia), ed ha rappresentato il governo di Ankara nella richiesta di estradizione dall’Italia dello storico leader del Pkk Abdullah Ocalan. Alle scorse elezioni politiche, l’avv. Augusto Sinatra è stato pure candidato per l’organizzazione neofascista Casa Pound nel collegio Roma Tuscolano, caratterizzando il suo impegno cerca-voti principalmente in opposizione alle politiche di accoglienza di rifugiati e migranti in Italia.

Dello studio legale Sinatra di Roma risultano “soci associati” pure due docenti dell’Università Kore di Enna, gli avvocati Paolo Bargiacchi e Anna Lucia Valvo. Quest’ultima, in particolare, rappresenta insieme ad Augusto Sinatra la Fondazione-Fondo Proserpina (amministratore il noto politico Pd Vladimiro Crisafulli) nel procedimento contro il MIUR sul mancato riconoscimento legale della sedicente “Facoltà di medicina di Enna” istituita dalla Fondazione insieme all’Università Dunarea de Jos di Galati (Romania). Già Preside della Facoltà di Scienze economiche e giuridiche ed odierna titolare della cattedra di Diritto dell’Unione europea dell’Università Kore, l’avv. Anna Lucia Valvo è pure “docente aggiunto” nei corsi di aggiornamento della Scuola Interforze della Polizia di Stato, nonché “consulente” dell’Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia. Nel suo curriculum accademico compare pure la pubblicazione di una “nota giuridica” a favore delle motivazioni della sentenza della Cassazione del 17 luglio 2014 ha nei fatti ha impedito l’estradizione in Argentina di Carlos Luis Malatto.

Tra i “collaboratori esterni” dello Studio legale che difende il transfuga (ex) golpista argentino c’è pure un altro noto professionista siciliano, l’avv. prof. Salvatore Lombardo, già deputato del Psi all’Assemblea regionale siciliana.         

 

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