#FOTO – MESSINA, QUEI LOCALI DELLA ZONA NORD DIVENTATI UN CIMITERO DI RICORDI

26 Giugno 2019 Cronaca di Messina

DI EDG – Chi ha più di quarant’anni e ha vissuto la stagione più bella dell’anno nella zona nord della città, non può non avere notato come tutti, o quasi tutti, i locali più noti e popolari degli ultimi 40 anni, qualcuno ha resistito fino a pochi anni fa con grandi sacrifici, hanno chiuso i battenti. Uno dopo l’altro. Alberghi, lidi, pizzerie. Pagine di memoria di una città andate per sempre perdute. Strappate. Chi per fallimento, chi per faide familiari, chi per la crisi finanziaria, chi per intrighi e anche commistioni con la malavita. In fondo, se vogliamo, la fotografia di questa città.

Da Mortelle a Paradiso è un susseguirsi di luoghi della movida anni ’60-’90 abbandonati che si affacciano sulla strada statale 113 (tranne il caso del Faro Motel, a Torre Faro), di locali diventati presto ricettacolo di rifiuti, di insegne scolorite e muri scrostati. Il nostro tour dell’horror nella ‘death street’ della riviera messinese inizia dal Lido Aragosta, realizzato tra il 1955 e il 1958, che ha chiuso i battenti nel marzo 2017, la ‘casa a mare’ per tanti affezionati bagnanti che ogni anno rinnovavano la loro fiducia alla struttura che si trova in uno dei luoghi più belli e densi di storia di Messina. Ormai soltanto una landa desolata di fronte al mare.

Accanto, da tantissimi anni, l’ex Hotel Giardino delle Palme, con il lido e le sue grandi piscine.

Così veniva descritto in una pagina pubblicitaria on line di una decina di anni fa: “L’hotel si trova nella zona più attraente e incontaminata della costa tirrenica. Mortelle è situata lì dove si incontrano il mar Tirreno e il mar Ionio, e dove le spiagge non sono ancora state invase dal turismo, garantendo agli ospiti una meravigliosa cordialità grazie alla sua splendida ubicazione. Informazioni sulle camere: L’Hotel Giardino delle Palme dispone di 27 camere, 1 suite e 12 cabine soggiorno, disposte intorno alla piscina dell’hotel. Ristorazione Curato ed attento il servizio di ristorazione offerto dal Grand Hotel Lido, dispone di 2 sale, eleganti, raffinate e panoramiche, in grado di accogliere sino a 500 persone per banchetti o cene di lavoro. La struttura, dispone inoltre, di un ristorante-pizzeria e 3 forni a legna, un’ ampia piscina che sorge a ridosso di una spiaggia di sabbia fine che offre agli ospiti del Grand Hotel Lido un incantevole scenario di acque cristalline”. La situazione attuale è quella che vede nelle foto.

Di recente è stato acquistato dalla società Eluele srl, amministratore unico è Monica Maria Margherita Fedele, per un milione e mezzo (750mila euro di costi di manutenzione straordinaria). Si è aggiudicata a novembre 2017 la storica struttura balneare di Mortelle, costituita da beni immobili e mobili: l’edificio principale denominato “Grand Hotel Lido”, 6 elevazioni; una struttura annessa ad una elevazione, adibita a ristorante-pizzeria con una vasta area sul resto attrezzata con piscine, gazebo, solarium, sale esterne e lido balneare; l’edificio bar-gelateria denominato “Giardino delle palme” che fa parte della struttura ristorante-pizzeria con un ingresso indipendente sulla strada; il ‘lido Aragosta’, ovvero le famose cabine in muratura su due livelli che si trovano sulla spiaggia, dove migliaia di messinesi e turisti sin dagli anni 50 hanno trascorso le loro estati; e infine una parte di terreno che confina con l’Hotel ed è adibita a contenere serbatoi d’acqua, cabina Enel, e quella pompa di benzina che si trova davanti al complesso, da tempo dismessa. La struttura balneare è stata oggetto di un’ inchiesta giudiziaria del 2016, denominata “Totem”, quando si indagò sull’infiltrazione dei clan di Giostra nella gestione del lido durante il 2014.

Il complesso si trova in condizioni di totale degrado, fra l’intonaco consumato dalla salsedine e l’immondizia che invade gli spazi interni ed esterni dell’albergo.

Dopo poche centinaia di metri eccoci davanti all’ex locale Sans Souci, un ristorante-pizzeria che aveva il grande privilegio di affacciarsi sul Lago Piccolo di Ganzirri. Facendo una piccola deviazione verso la via Circuito, troviamo un’altra storica struttura abbandonata da tanti anni, il Motel Faro, già di proprietà della famiglia Valore, che si trova in una posizione privilegiata. Attenzionata da alcuni imprenditori che avevano intercettato il possibile business per il fantomatico Ponte sullo Stretto, è stata poi abbandonata a se stessa. In tanti ci hanno messo gli occhi, non ultimo il costruttore Vinciullo, ma nessuno il portafogli e il risultato attuale è un totale stato di abbandono. Il Motel negli anni passati è stato più volte vandalizzato.

Torniamo al nostro giro attraversando la ss. 113 per passare davanti ai locali chiusi dell’ex Ritrovo Granatari, una volta tappa obbligata per chi voleva gustare una delle migliori pizze della città negli ambienti interni ed esterni o per festeggiare cerimonie nell’ampio salone. Qualche chilometro più avanti, poco distanti l’uno dall’altro, troviamo un cantiere a prima vista abbandonato di un complesso residenziale e commerciale, nato sulle macerie dell’ex ristorante La Macina e l’ex pizzeria Gambero Rosso del ‘mitico’ Enzo.

Nel cantiere che ha preso il posto de La Macina, dopo l’inizio dei lavori da parte del noto costruttore Vinciullo, tutto sembra essersi fermato. Erbacce alte hanno invaso il terreno intorno allo scheletro dei futuri appartamenti. Un cantiere aperto nato per “un nuovo complesso residenziale e commerciale, La Macina Oggi, in uno dei luoghi più belli di Messina, di fronte al lago di Ganzirri nella Riserva naturale Orientata di Capo Peloro”. E’ questa la descrizione sul sito dell’immobiliare del costruttore Vincenzo Vinciullo di ciò che sta sorgendo o dovrebbe sorgere (le perplessità rimangono…).

La Macina, storico ristorante della riviera nord, aveva chiuso nel 2012. Tanti costi, l’affitto (la proprietà dei terreni è della famiglia Rizzo-Marullo) troppo alto in un momento economico difficile da gestire (ci fu anche un’ingiunzione di sfratto per morosità notificato ai gestori), 44 anni di attività per Franz Aversa interrotti in quel maledetto autunno di sette anni fa. Nel 2017, ad aumentare tristezza e dispiacere per i tanti messinesi che lo frequentavano, intere generazioni, la demolizione di uno dei locali più di moda negli anni 70/80. Già discoteca, ristorante, pizzeria, “Giardino dei limoni”…

Mentre novità sembrano esserci per quanto riguarda i locali della pizzeria Gambero Rosso (che nel frattempo si è trasferita a Paradiso, ampliando l’offerta con le pizze da asporto). Da qualche settimana sono iniziati dei lavori di ristrutturazione del locale di Ganzirri. Al momento però non si conosce quale sarà il suo destino.

Sempre a Ganzirri, è di pochi mesi fa la chiusura del bar Il Fanalino, un punto di riferimento per generazioni di messinesi che soprattutto negli anni ottanta e novanta facevano la fila per gustare la varietà di gusti originali che il locale proponeva. Salvatore Giliberto, instancabile lavoratore deceduto proprio un anno fa, ha gestito fino alla fine il noto locale che aveva aperto nel lontano 1963.

Il nostro tour si conclude nel villaggio di Paradiso, davanti all’Hotel Paradise, struttura chiusa circa 4 anni fa. E’ stato per brevissimo tempo una casa di riposo e poi destinato all’accoglienza dei migranti minori non accompagnati. Anche in questo caso è difficile prevederne il futuro (c’è l’interessamento della famiglia Franza mai concretizzatosi). Ci sarebbero poi l’Hotel Riviera e altri alberghi in centro città, come l’hotel Excelsior di via Maddalena o il Cairoli e il Jolly Hotel. Ma è tutta un’altra storia.

Tra ‘le pagine chiare e le pagine scure’ dei nostri ricordi è rimasto ben poco. Sicuramente delle foto in bianco e nero e una città che ha paura di rinascere.