Messina, il concorso pilotato a Farmacia: ecco la sentenza d’appello

9 Luglio 2019 Senza categoria

I giudici della Prima Sezione della Corte d’Appello presieduta dal giudice Alfredo Sicuro ha emesso ieri sera la sentenza nel processo sul concorso pilotato per ricercatore a Farmacia. Eccola: sono stati inflitti 6 anni e 8 mesi a Giuseppe Bisignano (assolto da un capo d’imputazione (E) “perchè il fatto non sussiste”), ex preside della facoltà di Farmacia che si era dimesso subito dopo l’inchiesta, mentre 6 anni sono stati decisi per Giuseppe Teti, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica e 2 anni e 9 mesi per Cesare Grillo, all’epoca gestore dell’economato del dipartimento di Farmacia.

Decisa poi  la condanna ad 1 anno e 6 mesi per Maria Chiara Aversa, all’epoca delegata del rettore, mentre è stato assolto Giuseppe Nicoletti (assolto dall’unico capo d’imputazione (319 quater) di cui rispondeva, “perchè il fatto non sussiste”), professore all’Università di Catania.

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO.

Con la sentenza della seconda sezione penale del tribunale si era chiuso nell’aprile 2018 in primo grado il processo sul concorso per ricercatore alla facoltà di Farmacia che secondo la Procura fu “pilotato” e sugli ammanchi di cassa dal fondo economale, scaturito dall’indagine “Pacta sunt servanda”, condotta dalla Procura e dalla Guardia di Finanza nel 2013. A vario titolo erano contestati peculato, concussione, abuso d’ufficio e falso.

I giudici avevano inflitto 7 anni a Giuseppe Bisignano, ex preside della facoltà di Farmacia che si era dimesso subito dopo l’inchiesta, mentre 6 anni sono stati decisi per Giuseppe Teti, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica e 4 anni per Cesare Grillo, all’epoca gestore dell’economato del dipartimento di Farmacia.

Decisa poi  la condanna ad 1 anno e 6 mesi per Maria Chiara Aversa, all’epoca delegata del rettore, ed 1 anno per Giuseppe Nicoletti, professore all’Università di Catania.

Il pubblico ministero Marco Accolla aveva chiesto a suo tempo sei condanne ed una assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” per l’ex rettore Francesco Tomasello che doveva rispondere solo di concorso in abuso d’ufficio. E l’ex rettore è stato assolto dai giudici con formula piena, ovvero “per non aver commesso il fatto”.

Il professor Bisignano è stato poi completamente scagionato dall’accusa di peculato e false fatturazioni per il caso dell’ammanco dalle casse dell’economato