Sequestri anche a Messina: Firenze, farmaci dopanti, l’inchiesta partita da un pacco sospetto alla posta

22 Novembre 2019 Cronaca di Messina

Tutto è cominciato con un pacco sospetto arrivato all’ufficio postale di Figline, in provincia di Firenze, e proveniente dalla Polonia. Conteneva farmaci ad azione dopante e stupefacente. Era il novembre del 2018. È seguendo le tracce di quel pacco che è partita l’indagine dei Nas, coordinata dalla procura di Firenze.

È stata in un primo tempo perquisita la casa del destinatario del pacco, un personal trainer che lavorava in alcune palestre della provincia e successivamente sono state sequestrate numerose compresse e fiale di sostanze analoghe (in particolare 15 fiale di farmaco dopante, a base della sostanza stupefacente nandrolone, di provenienza dall’India) e prive di autorizzazione al commercio in Italia.

Dagli accertamenti successivi è emerso che il gestore di questa rete di distribuzione illegale faceva capo a un soggetto residente in provincia diTorino. Il traffico è nazionale e poteva contare su una consolidata rete di clienti composta da 36 persone tra frequentatori di palestre e bodybuilders amatoriali, tutti denunciati per ricettazione, per aver acquistato sostanze ad azione dopante di provenienza illecita.

Sono state tracciate oltre un pacco sospetto arrivato all’ufficio postale di Figline, centinaia di altre spedizioni con versamento di denaro su carte Postepay, intestate o in uso all’indagato, della somma di 50.000 euro. Nei giorni scorsi, un anno dopo dall’inizio delle indagini, è scattata l’operazione che ha interessato diverse province: Bergamo, Bologna, Brescia, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Latina, Messina, Padova, Palermo, Pisa, Roma, Savona, Siracusa, Terni, Torino, Trapani, Udine, Vibo Valentia e Vicenza.

Trentasei i decreti di perquisizione locale e personale, che hanno portato al sequestro di 3.719 compresse e 604 fiale di farmaci o sostanze anabolizzanti (steroidi, ormoni, estrogeni, eritropoietina, nandrolone) per un valore di 35.000 euro, che si aggiungono alle quasi 500 unità già sequestrate nel corso delle indagini.

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