FONDACHELLI FANTINA: MINORI MALTRATTATI E SFRUTTATI, CHIUSA L’INCHIESTA. 14 INDAGATI

23 Febbraio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Di Leonardo Orlando – Barcellona – Il Procuratore Emanuele Crescenti ed il suo sostituto Rita Barbieri, hanno concluso le indagini preliminari avviate nei confronti di 14 indagati, tra cui figurano i nomi del sindaco di Fondachelli Fantina, il medico anestesista Marco Pettinato, il padre dello stesso, il medico Francesco ed i fratelli Danilo e Alessia, tutti impegnati fino al termine dell’estate dello scorso anno nella vivace gestione dei Centri di accoglienza per minori di Fondachelli Fantina, in cui sono emersi gravi episodi che hanno rivelato un sistema di “potere” ritenuto invincibile ed al di sopra di ogni regola.

A riceve l’avviso di conclusione delle indagini, con contestuale informazione di garanzia, in cui si contestano a vario titolo ai diversi indagati una serie di reati,  dal “capolarato” per l’intermediazione e sfruttamento del lavoro minorile, ai maltrattamenti finiti in pestaggi, e per gli amministratori, sia comunali che dell’Istituzione dei servizi sociali di truffa ed una serie di falsi in atti pubblici e persino peculato, sono stati: l’attuale sindaco Marco Pettinato, il padre Franco Pettinato, già sindaco del paese ed esperto a titolo gratuito dello stesso Comune, il dimissionario direttore amministrativo dell’Istituzione comunale per i servizi sociali, avv. Rosa Angela Mazzeo; il fratello del sindaco Pietro Danilo Pettinato che lavorava come vigilantes; il mediatore culturale di origini tunisine Imed Rihani, che è risultato tra l’altro recidivo per precedenti giudiziari; l’operatore sociale Renzo Tindaro Campo, il presidente della cooperativa Alba Nuova Giraldo Martino Garofalo, uno dei coordinatori del Centro Fabio Bagnasco, l’ex direttrice del Centro per i minori Claudia Russotti, Carmelo Da Campo e Tello Waldo Humberto Morales, entrambi operatori delle strutture di accoglienza; l’ex direttrice del Centro per i minori Alessandra Tafuro, la psicologa e farmacista Alessia Pettinato, sorella del sindaco; e Minna Riitta Aalto, una donna di origini finlandesi consigliere della cooperativa Alba Nuova ed allo stesso tempo dipendente quali ausiliaria dell’Istituzione comunale per i servizi sociali. L’accusa principale, per la quale originariamente era stata chiesta dalla stessa Procura la custodia cautelare in carcere per primi 11 dei 14 indagati, è quella di intermediazione e sfruttamento del lavoro minorile, in quanto, nella gestione del centro di accoglienza per minori non accompagnati, al quale le vittime erano state affidate, reclutavano la mano d’opera di dieci minori e di altri soggetti ospiti del centro in attività lavorative in nero sia all’interno del centro, per la pulizia dei locali, dei bagni e degli indumenti, che all’esterno del centro, per la raccolta di legna e nocciole, il taglio di erba, la pulizia di strade e di appartamenti e mansioni di lavapiatti in ristoranti, oltre al lavaggio di automobili, approfittando del loro stato di bisogno e della particolare vulnerabilità di migranti. Oltre alle diverse ipotesi di intermediazione e di sfruttamento minorile, ad alcuni indagati si contestano una serie di maltrattamenti e persino di pestaggi. Per gli 11 indagati per i quali era stato chiesto inizialmente l’arresto, di cui adesso sono cessate le esigenze cautelari perché il centro di accoglienza ha smesso di funzionare, lo stesso non fu eseguito perché fu sollevato un conflitto di competenze funzionali tra i giudici dei Tribunali di Barcellona e Messina. Gli indagati avranno adesso 20 giorni per chiedere di essere interrogati o depositare memori difensive. Fonte: Da Gazzetta del Sud 

 

 

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