MESSINA: LA MOGLIE DEL BOSS LO PICCOLO TRASFERITA IN UNA STRUTTURA PER ANZIANI

7 Maggio 2020 Inchieste/Giudiziaria

Detenzione domiciliare pure per Rosalia Di Trapani, moglie settantenne del boss Salvatore Lo Piccolo e madre di Sandro, entrambi ergastolani.

La detenzione domiciliare a Messina per Rosalia Di Trapani non è stata decisa per l’emergenza Covid. A dirlo è il suo avvocato: «Non c’è alcun riferimento al coronavirus – spiega il legale Salvatore Silvestro -, il permesso le è stato concesso per motivi di salute perché la struttura carceraria non poteva garantire le cure indispensabili. Il Tribunale, oltre a vietare ogni tipo di contatto con i parenti, anche telefonici, le ha imposto di restare a Messina. La mia assistita è stata operata e piantonata al Cannizzaro di Catania. I domiciliari le sono stati concessi per un mese».

Rosalia Di Trapani nel 2018 è stata condannata a 8 anni con sentenza definitiva per un’estorsione aggravata dal metodo mafioso. La donna, detenuta a Messina, ha subito pochi mesi fa a Catania un intervento chirurgico per un tumore. Il tribunale di sorveglianza di Messina le ha concesso il trasferimento per un mese in una struttura che accoglie anziani a Messina, per sottoporsi a un ciclo di radioterapia, concedendole i domiciliari dopo l’individuazione della struttura che la poteva ospitare, visto che la questura di Palermo aveva vietato il ritorno a casa per la donna.

E’ stata invece nuovamente negata la scarcerazione a Giovanna Casamonica, per tutti Romina, detenuta eccellente del carcere di Gazzi, dove è reclusa dal 2018. Anche lei in precarie condizioni di salute, il suo caso è al centro di un accesso dibattito sollevato a più riprese dai Radicali e da altri movimenti che si occupano del mondo carcerario.

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