20 Maggio 2020 Giudiziaria

Sequestro del viadotto Buzza, Falcone: “Non abbiamo registrato alcuna inadempienza”

“Non abbiamo registrato alcuna inadempienza anzi, al contrario, sul viadotto Buzza vi è stata massima attenzione, da parte del Cas, sin dal dicembre 2018. Già da quella data, verificato lo spostamento dell’impalcato rispetto al pilone, la sede stradale è stata chiusa al traffico, spostando la viabilità sulla carreggiata a monte. Da quel momento il Cas ha dato impulso a un’incessante attività di monitoraggio dell’infrastruttura autostradale incaricando a tal proposito uno dei più qualificati strutturalisti di Sicilia, il professore Antonino Recupero”. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, afferma dopo aver appreso del sequestro preventivo da parte della Procura del Tribunale di Patti del viadotto Buzza sull’A20 Messina-Palermo (all’altezza di Caronia), a causa di alcune indagini che hanno evidenziato come la struttura presenti un grave disassamento e disallineamento dei suoi basamenti dai pilastri portanti, con “un rischio serio e concreto di cedimento immediato e di collasso”, anche “a seguito di un evento sismico di bassa portata”.

“In questi mesi abbiamo dunque potuto verificare dilatazioni e restringimenti della struttura, per stabilire così il miglior intervento progettuale da attuare. Voglio precisare, comunque, che nessun pericolo hanno corso finora gli utenti dell’autostrada proprio perché, sin dalle prime avvisaglie, i dirigenti del Cas hanno ritenuto opportunamente di chiudere il viadotto”, spiega Falcone.

Sull’argomento intervengono anche i deputati regionali del Movimento 5 stelle, Valentina Zafarana e Antonio De Luca, che puntano il dito contro contro le responsabilità del Cas (di cui sono indagati sei funzionari) sulla base delle dichiarazioni rese note dalla Procura: “Gli interventi per mettere in sicurezza l’intero asse autostradale tra Messina e Palermo non sono più rinviabili, ci sono centinaia di prescrizioni ministeriali alle quali il Cas non ha ottemperato, dimostrandosi incapace di assolvere al suo compito istituzionale, ovvero mantenere le autostrade siciliane in buone condizioni”.

“Si sarebbe potuto sfruttare questo periodo di stop forzato, causato dall’emergenza sanitaria, in cui c’è stato un ridotto traffico veicolare – commentano i deputati – per eseguire le verifiche necessarie e gli interventi nei tratti autostradali di cui sono note le criticità. Ma il Cas ha perso anche questa occasione. Ora è indispensabile ripristinare le condizioni di sicurezza, intervenendo per riportare rapidamente alla normalità sia il viadotto appena chiuso che tutti gli altri punti ove sono necessari lavori. I cittadini non possono continuare a percorrere le autostrade gestite dal Cas con il timore di rischiare la vita”.