La Sea Watch pronta a ripartire da Messina: l’annuncio dell’Ong su Twitter

4 Giugno 2020 Mondo News

La Sea Watch è pronta a ripartire e ritornare operativa in mare per soccorrere i migranti.

A renderlo noto è la stessa Ong tedesca attraverso Twitter. Come si ricorderà la nave è ferma nel porto di Messina da prima del lockdown, ovvero dopo gli ultimi salvataggi effettuati nel centro del Mediterraneo. Con 194 migranti, l’Ong aveva premuto su Roma e su La Valletta per avere un porto sicuro. Dopo l’ok del governo giallorosso, il 27 febbraio l’imbarcazione è entrata nel porto di Messina: "Sea Watch – si leggeva in un twitt- ha finalmente un porto sicuro. Navighiamo ora verso Messina, felici di portare le persone soccorse a terra". La nave è rimasta dunque ferma lì a seguito della pandemia che ha “bloccato” gli spostamenti. In questo contesto anche i viaggi della rotta Libica hanno avuto uno stop. Subito dopo la fase clou dell’emergenza sanitaria invece, i viaggi della speranza hanno ripreso il “via” facendo registrare numeri importanti.

È stato il 17 aprile scorso che sono riprese le operazioni di salvataggio dei migranti da parte delle Ong. Nello specifico è stata la Alan Kurdi a recuperare 150 migranti lontano dalle coste della Libia, trovando come porto sicuro quello di Palermo. I migranti hanno trascorso la quarantena in rada, a bordo nave Rubattino, della società Tirrenia. Dopo l’arrivo della Alan Kurdi a Palermo, il giorno seguente è giunta anche l’Aita Mari con a bordo 36 migranti. Questi ultimi sono stati pure ospitati dalla Rubattino per la quarantena. Le due Ong attualmente sono ferme nel porto di Palermo perché sottoposte a sequestro da parte della Guardia Costiera che ha riscontrato delle irregolarità a eseguito di un’ispezione.

Ferme le due imbarcazioni, la Sea Watch è invece pronta a riprendere la propria missione in mare. “Siamo quasi pronti per partire! Dopo due settimane di quarantena - si legge nel twitt - il nostro equipaggio si è sottoposto a Messina al test Covid-19 (nelle foto). Possiamo ora ultimare i preparativi per tornare in mare in sicurezza tra pochi giorni. I soccorsi non possono fermarsi”.

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