Fabio Repici, legale Agostino: “Giornata storica, ora non fermarsi”

2 Luglio 2020 Inchieste/Giudiziaria

“Dopo una lotta titanica dei genitori di Nino Agostino alla ricerca di verità e giustizia siamo di fronte a una giornata storica. Un percorso che ora non può più fermarsi, i familiari di Nino aspettavano da 30 anni questo giorno che finalmente è arrivato”. Lo ha detto all’AGI l’avvocato Fabio Repici, legale di Vincenzo Agostino, papà del giovane agente di polizia ucciso, insieme alla moglie incinta Ida Castelluccio, a colpi di pistola davanti alla casa della famiglia Agostino a Villagrazia di Carini (Palermo), la sera del 5 agosto 1989. Proprio ieri la procura generale di Palermo ha chiesto il processo per gli esecutori materiali del duplice omicidio, i boss Antonino Madonia e Gaetano Scotto, e per Francesco Paolo Rizzuto accusato di favoreggiamento aggravato. E la giornata del primo luglio coincide con il 31esimo anniversario di matrimonio di Nino e Ida. “Una coincidenza che fa venire un bel sorriso. – ha commentato l’avvocato Repici – La distanza dall’omicidio, 31 anni tra poco più di un mese, è invece il precipitato di una mole imponente di ‘depistaggi’ posti in essere da importanti esponenti istituzionali che hanno giocato contro la verità, la giustizia e la memoria di Nino e Ida”.

Depistaggi che sono partiti da lontano. “Il primo – ha ricordato il legale – è avvenuto con la distruzione da parte dell’ispettore Paolilli degli appunti riservati del poliziotto Agostino.  Successivamente il depistaggio assunse dimensioni enormi e scandalose con l’informativa di Arnaldo La Barbera che, a un mese dal duplice omicidio, lo classificò come ‘delitto passionale’”.
L’avvocato ha poi ricordato che “i due boss imputati quali killer, Antonino Madonia e Gaetano Scotto, sono personaggi importantissimi nelle gerarchie di Cosa Nostra a causa del loro ruolo anfibio a metà tra mafia e apparati deviati dello Stato”. “La loro partecipazione al delitto – ha detto ancora i legale – è la prova che l’omicidio del poliziotto Agostino e della moglie è stato compiuto a mezzadria da Cosa Nostra e da infedeli rappresentanti istituzionali”. Un delitto, a parere di Repici, “marchiato da nefandezze commesse nel 1989, ma anche negli anni precedenti e successivi da settori della Polizia di Stato e del Sisde”. A dimostrare questa tesi, ha spiegato ancora il legale, è il nome che manca tra gli imputati. “Quello dell’ex poliziotto Giovanni Aiello, – ha detto – arruolato informalmente nei servizi segreti, e che manca solo a causa della sua morte”. “La celebrazione del processo è un bene prezioso donato dalla famiglia Agostino con i suoi sforzi a beneficio dell’intera nazione”, ha concluso poi Repici. (AGI)

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