LA MORTE DEL RICERCATORE DEL CNR, PER GLI INVESTIGATORI SAREBBE SUICIDIO

3 Agosto 2020 Cronaca di Messina

DI EDG – Si sono svolti sabato 25 luglio i funerali del ricercatore del Cnr trovato morto nella sua casa di contrada Papardo (dove abitava da circa un paio di anni) con un sacchetto di plastica in testa e le mani legate. Tanta la commozione tra i colleghi e gli amici che hanno ricordato le qualità umane e professionali del 50enne.

RITROVATO UN FOGLIO ALL’INTERNO DELL’APPARTAMENTO.

Sul fronte delle indagini sembrano non esserci dubbi sull’ipotesi del suicidio. Gli investigatori del Nucleo operativo della Compagnia Messina Centro, hanno interrogato nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere alcuni colleghi e amici che erano rimasti di recente in contatto con l’uomo, ricostruendo le ultime ore della vittima.

All’interno dell’appartamento sembra sia stato trovato un foglio scritto a mano, nel quale il cinquantenne dava delle ultime disposizioni ad alcuni conoscenti.

Sembra che l’uomo, negli ultimi tempi, fosse angosciato a causa di alcuni problemi sorti nell’ambito lavorativo, nulla di grave ma che probabilmente ai suoi occhi sono sembrati ostacoli insormontabili

MORTO PER ASFISSIA.

L’uomo, anche se l’esito dell’autopsia non è ufficiale, sarebbe morto per asfissia. La scoperta è stata fatta dai carabinieri, intervenuti dopo l’allarme lanciato da un loro collega, conoscente della vittima. Secondo gli accertamenti, il decesso sarebbe avvenuto almeno dodici ore prima del ritrovamento.

Gli investigatori del Nucleo operativo della Compagnia Messina Centro stanno ricostruendo le ultime ore della vittima e analizzando il telefono della vittima per fugare ogni dubbio. Analizzando meglio la scena del crimine gli investigatori comunque non avrebbero trovato nessuna anomalia all’interno della casa dove è stato ritrovato l’uomo.

CHI ERA

La fase di lockdown prolungata per l’emergenza Covid lo aveva molto provato, avendo trascorso quel lungo periodo in assoluta solitudine. L’uomo, chimico industriale, lavorava al Cnr dal 2004. Si era laureato nel 2001, poi il dottorato a Roma nel 2010. Era tra i pochi ad essere tornato sul posto di lavoro preferendo il full time allo smart working. I colleghi lo hanno descritto come un uomo buono, sempre disponibile. “Faceva progetti per il futuro, amava viaggiare in motocicletta. Ci sembra tutto così assurdo”.

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