La sofferenza di Viviana Parisi, nella lettera al padre: “Vorrei scappare da tutto”

14 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Una grande sofferenza e una grande paura era quella che perseguitava Viviana Parisi, la dj torinese di 43 anni trovata morta con il  figlio Gioele, di 4 anni, nei boschi di Caronia.

E lo si evince in una lettera inviata al padre Luigino Parisi e letta nel corso della trasmissione Quarto Grado. Viviana amava la sua famiglia e particolarmente il suo piccolo Gioele.

Ecco il testo della lettera:

"Caro papà, ieri, dopo che ci siamo sentiti sono andata in confusione. Mi sono sentita non bene dentro. Questo malessere che ho dentro spesso mi porta a parlare e a sfogarmi con le persone a cui voglio bene Spesso mi succede, come ti ho detto, di avere paura di stare in ansia, di svegliarmi presto, di andare in bagno, di sentirmi inferiore ad altre persone e di essere stanca di essere giudicata. Ho avuto paura e ho preso dei medicinali come mi hanno prescritto i medici. Mi succede di stare bene con le persone a cui voglio bene e alle volte no. Vorrei stare da sola con me. Ho momenti, quando esco di casa, in cui mi sento bene altri no, ma se penso al mio dolce bambino divento forte come sono sempre stata. Ho sempre pensato a lui, ho fatto il mio dovere di mamma e casalinga, per seguirlo passo passo. È un periodo della mia vita che non mi sembra reale, voglio solo il bene per me e per le persone che mi circondano. Perché conosco l'amore e vorrei essere accompagnata solo dall'amore, che nella mia vita mi ha sempre circondata. Mi sento debole, confusa, alle volte vorrei solo scappare da tutto".

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