Pacemaker al contrario, gip di Roma affida perizia sulla morte del piccolo Giacomo Saccomanno

15 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il gip di Roma Andrea Fanelli, nell’ambito di incidente probatorio, ha affidato una perizia per accertare le cause della morte di Giacomo Saccomanno, il bambino di due anni, deceduto nel gennaio del 2019 e al quale sarebbe stato impiantato in modo non corretto un pacemaker. Per questa vicenda sono finiti sotto indagine otto medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per l’accusa di omicidio colposo. L’attività peritale, affidata a tre specialisti, inizierà il prossimo 26 ottobre e le conclusioni saranno depositate a febbraio.

Il piccolo, nato con una patologia cardiaca, venne sottoposto nel 2016 ad una operazione a Taormina presso il centro cardiologico pediatrico Mediterraneo dell’ospedale Bambino Gesù. Secondo l’accusa i tre medici che lo operano gli impiantano il pacemaker al contrario, rivolto verso il basso. Un errore che gli ha provocato una sorta di cappio all’arteria che, nella crescita, ha causato una insufficienza cardiocircolatoria. Nel 2018 il bimbo arriva a Roma, sempre al Bambino Gesù’ ma i cardiologi che lo visitano, sempre secondo l’accusa, non capiscono la gravità della situazione e ritardano una serie di esami. A settembre di due anni fa il cardiologo, riscontra qualche problema, ma fissa la tac solo due mesi dopo. Si arriva al 31 dicembre, le condizioni del bambino si aggravano ulteriormente. Viene trasportato d’urgenza a Roma e sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico ma i medici, a detta dei pm, sbagliano la procedura e due giorni dopo il bimbo muore.

Foto da Facebook

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