Frontex, Polizia d’Israele e Università europee contro le migrazioni mediterranee

22 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

di Antonio Mazzeo – “Comprendere l’impatto delle nuove tecnologie, dei social media e delle percezioni all’estero sui flussi migratori e la sicurezza dell’Unione europea e fornire convalidati approcci, strumenti e pratiche di contrasto”. Con questi obiettivi ha preso il via l’1 settembre 2019 il progetto di ricerca denominato Perceptions, interamente finanziato con i fondi di “Horizon 2020” dell’Unione europea (4.994.652 euro), a cui partecipano le forze di polizia di Israele, Grecia e Bulgaria, diverse università (tra esse l’Alma Mater Studiorum di Bologna e “La Sapienza” di Roma), centri studi sulle migrazioni e le politiche sicuritarie, enti locali e finanche una nota associazione a cui aderiscono centinaia di organizzazioni non governative europee.

Perceptions è uno dei progetti direttamente sponsorizzati e sostenuti da Frontex, l’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea; come il programma Andromeda (finalizzato alla creazione di un sistema di comando e controllo delle frontiere marittime e di scambio di informazioni tra le Marine militari, le Guardia coste e le forze di polizia dei paesi Ue ed extra-Ue), Perceptions vede tra i suoi proponenti il Ministero della Sicurezza Pubblica dello Stato d’Israele.

“I maggiori obiettivi del programma sono quelli di identificare le narrazioni, le immagini e le percezioni sull’Europa che si hanno all’estero e di investigare come esse stesse possono condurre a problemi come le false aspettative, le minacce alla sicurezza o anche alla radicalizzazione”, spiega il pool di ricercatori di Perceptions. “Ma soprattutto si punta a creare toolkit di misure creative e innovative per reagire e anche contrastare questo genere di problemi in considerazione degli aspetti sociali e strutturali”.

“Le odierne teorie sulle migrazioni si soffermano sui fattori di spinta e attrazione”, aggiungono gli attori di Perceptions. “I fattori economici, sociali e politici sono certamente elementi centrali che spingono alla migrazione, e possono spiegare come si creano le aspirazioni a migrare. Altrettanto importante è come i luoghi di arrivo sono immaginati in maniera desiderabile e attrattiva, specialmente se esistono certe false narrazioni che possono influenzare le decisioni sulla migrazione. Grazie a questo progetto si identificheranno le idee sbagliate sull’Unione Europea che si hanno all’estero e quanto ad esse contribuiscano i miti fatti circolare dai social media e dai nuovi network della comunicazione, in modo da sviluppare in ambito UE raccomandazioni di ordine politico e piani d’azione”.

Entro la data prevista per la conclusione del progetto finanziato da Bruxelles (31 agosto 2022), si prevede la realizzazione di una piattaforma web indirizzata ai soggetti e gruppi “sensibili” ai processi migratori, in modo da fornire “informazioni rilevanti e facilmente accessibili” per “decostruire le false narrazioni e rafforzare la trasmissione di notizie reali”, riducendone i possibili impatti sul controllo delle frontiere UE.

A coordinare Perceptions è stata chiamata la Synyo GmbH di Vienna, società che opera nel campo delle tecnologie innovative, dello sviluppo di metodologie applicative in ambito socio-economico e politico, della sicurezza urbana e dei sistemi digitali Smart e del “contrasto al terrorismo e all’infiltrazione del crimine organizzato nell’economia legale”.

Ventiquattro i partner internazionali del programma: oltre al Ministero di Pubblica sicurezza israeliano, compaiono la Polizia Ellenica e la Direzione Principale della Polizia di frontiera della Bulgaria; le università di Bologna e “La Sapienza” di Roma; le università britanniche di Sheffield Hallam, Northumbria of Newcastle e Swansea; la Universidad Rey Juan Carlos di Madrid, la Universidad de Granada e la Fundaciòn Euroarabe de Altos Studios (anch’essa con sede a Granada, guidata dal Ministero delle Scienze e dell’Innovazione spagnolo e dalla Giunta dell’Andalusia); la Erasmus Universiteit di Rotterdam (Paesi Bassi); l’Università di Anversa (Belgio); il Centro Internazionale per lo Sviluppo delle Politiche sulle Migrazioni (CMPD) di Vienna, ente di ricerca inter-governativa che coopera con i singoli Stati e le maggiori organizzazioni internazionali nella “promozione di politiche migratorie innovative, globali e sostenibili”. Al CMBD aderiscono Austria, Bosnia ed Herzegovina, Croazia, Germania, Malta, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Macedonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Turchia ed Ungheria; direttore generale del Centro è l’ex leader del Partito popolare austriaco Michael Spindelegger, ministro degli esteri dal 2008 al 2013.

Tra coloro che proprio non immagini di trovare a fianco di Frontex-Ue nelle odierne campagne contro le migrazioni c’è  ALDA – Association des Agences de la Democratie Locale, ONG internazionale “consacrata alla promozione dei diritti umani e del buon governo e della partecipazione dei cittadini a livello locale”, la cui costituzione fu promossa nel 1999 dal Consiglio d’Europa. Con centri operativi a Strasburgo, Bruxelles e Vicenza e sedi di rappresentanza in Macedonia, Tunisia e Moldavia, ALDA annovera tra i propri membri numerose amministrazioni locali, gruppi e associazioni di base e università europee (tra gli 87 associati in Italia spiccano le Regioni Friuli Venezia Giulia, Puglia e Sardegna e l’IUAV Università di Venezia).

Altri partner di Perceptions il Centro Studi per la Democrazia di Sofia (Bulgaria), istituto indipendente fondato nel 1989 per “sostenere i processi di riforma delle istituzioni pubbliche nel rispetto dei valori della democrazia e dell’economia di mercato”; il Sinus Markt und Sozialforschung GMBH, centro di consulenza e ricerca in scienze psicologiche e sociali con sede ad Heildeberg (Germania); il Centro di ricerca in economia applicata per lo sviluppo (Algeria); il Centro per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico (Egitto); Aditess Advanced Integrated Technology Solutions & Services LTD, società cipriota di consulenza e ricerca su servizi e prodotti destinati al mercato; il Centro per gli Studi sulla Sicurezza del Kosovo (KCSS); la Caritas di Nicosia (Cipro); il Centro studi “Kemea” (think tank greco sulle politiche di sicurezza promosso e finanziato dal Ministero degli Interni, anch’esso partner con il Ministero della Pubblica di Sicurezza israeliano del progetto Andromeda).

Chiude la lunga lista dei promotori del controverso programma sulle “percezioni dei migranti” la Fondazione Bruno Kessler di Trento, ente di ricerca della provincia autonoma che opera nel campo scientifico tecnologico e delle scienze umane con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale (I.A.), all’informatica, alla fisica nucleare, computazionale e dei materiali. Proprio nei settori di ricerca sulle nuove tecnologie e l’I.A. la fondazione trentina ha consolidato la propria partnership con uno dei centri accademici israeliani più coinvolto nella progettazione e produzione di sistemi militari e di controllo sicuritario, l’Università di Haifa.

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