La Procura di Siracusa chiede 5 anni per il notaio messinese Giambattista Coltraro

22 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

La Procura di Siracusa ha chiesto la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti di Giambattista Coltraro, notaio, ex parlamentare regionale siciliano. Il professionista nato a Messina, che oggi esercita nel nord Italia, fu coinvolto nell’inchiesta “Terre emerse” scaturita da una compravendita di terreni, nella zona di Carlentini, a nord di Siracusa, del valore di circa 3 milioni di euro. Il notaio è accusato di falso per atti pubblici rogati tra il 2011 ed il 2014. Anche con intimidazioni e danneggiamenti, il gruppo avrebbe acquisito la disponibilità di oltre 2 mila ettari di terreno appartenenti ad ignari proprietari e conseguito erogazioni pubbliche per oltre 200 mila euro. La posizione di Coltraro, difeso dall’avvocato Valerio Vancheri, è stata stralciata. L’ex deputato ha sempre rigettato le accuse, ribadendo in più occasioni di aver messo la propria firma a quelle compravendite perché regolari anche in forza di quella procedura della “vendita a rischio e pericolo”. Nella disponibilità degli indagati, secondo l’accusa, sarebbero finiti anche terreni di proprietà del comune di Carlentini, che si è costituito parte civile nel processo con l’avvocato Sebastiano Grimaldi.

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