IL CASO: Messinese eletto sindaco in Basilicata si dimette appena proclamato

25 Settembre 2020 Mondo News

Eleggono un sindaco mai visto e che a malapena sa dov’è il comune in cui si è candidato: non è il soggetto di un film di Albanese ma quello che è successo a Carbone, in provincia di Potenza. Nel borgo nel Parco del Pollino è stato eletto sindaco Vincenzo Scavello, un messinese estraneo alla comunità. La lista di “autoctoni” è stata presentata tardi e non è stata ammessa. Così si sono sfidate due liste composte da perfetti sconosciuti. Il motivo? Ricevere i giorni di aspettativa dal lavoro.

Sindaco da record.

Lunedì pomeriggio Carbone, piccolo Comune di meno di 600 abitanti in provincia di Potenza, aveva un sindaco con l’elezione del messinese Vincenzo Scavello, della lista ”Onesti e liberi”. Martedì non ce l’ha più, il nuovo sindaco si è già dimesso e con lui i consiglieri di maggioranza eletti. Lo rende noto all’Adnkronos il sindaco uscente, ormai ex, Mario Chiorazzo. Alle elezioni hanno partecipato due liste, entrambe composte da persone non residenti a Carbone o in Basilicata, bensì in Sicilia e in Puglia, che non conoscevano Carbone e che nessuno nel paese lucano sapeva chi fossero.

Al termine dello spoglio è stato proclamato sindaco Scavello con 78 voti, pari a oltre il 78%. Ieri si è presentato al Comune con gli altri 7 consiglieri eletti per presentare le dimissioni. Quindi arriverà un commissario (Michele Santarsiero) nominato dal Prefetto di Potenza. Erano tre le liste presentate ma era stata ricusata per un ritardo nella presentazione proprio quella con i candidati del posto mentre erano state accolte ”L’altra Italia” e ”Onesti e liberi”.

Per i Comuni con popolazione inferiore a 15000 abitanti, se è presente una sola lista, serve il quorum del 50% + 1 dei votanti. Invece con due liste non c’è il quorum, basta un solo voto valido per eleggere il sindaco. ”Avevamo un sindaco e in meno di 24 ore non ce l’abbiamo più – commenta Chiorazzo all’Adnkronos – ma ce l’aspettavamo. Ci era stato già preannunciato che in caso di elezione ci sarebbero state le dimissioni”.

”E’ un fatto grave – dice l’ex sindaco all’Adnkronos in maniera netta – presentare delle liste se non c’è una volontà di amministrare. La presentazione di liste in piccoli Comuni sotto i mille abitanti da parte di liste di persone che non appartengono al territorio non è un fatto nuovo, in genere passa inosservata perché ci sono i candidati del posto ma questa volta è andata diversamente e forse è la prima volta che ciò accade in Italia. E’ legittimo che si presentino delle liste, purché ci sia una reale volontà di amministrare”.

Per Chiorazzo occorre una modifica legislativa. ”Ribadisco, è legittimo presentarsi, pure se non si è residenti – aggiunge – ma basta una piccola modifica. Siccome per i Comuni sotto i mille abitanti non serve il numero di sottoscrittori della lista, basterebbe prevedere anche un minino di firmatari, 20 ad esempio. In questo modo si evita che persone di altre regioni, non interessate ad amministrare, vengano qui a presentare le loro candidature”.

Chiorazzo ha lasciato il Comune dopo 15 anni. ”C’è amarezza – sottolinea – perché speravo di consegnare la fascia tricolore a un cittadino di Carbone, invece non ho nemmeno potuto fare il passaggio di consegne perché in brevissimo tempo erano già andati via tutti. Ora mi auguro a Carbone un impegno, soprattutto da parte dei giovani, per riprendere in mano la vita amministrativa del proprio Comune”.

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