Tragedia di Milazzo, i risultati dell’autopsia: Visalli non è morto annegato, ma travolto da un’onda. Venerdì i funerali al duomo

Aurelio Visalli, secondo capo della guardia costiera di Milazzo (Messina), deceduto mentre provava a salvare un 15enne in difficoltà nel mare agitato, non è morto annegato, ma per il forte trauma causato da un’onda, che lo ha scaraventato sul fondale. E’ quanto emerge dall’autopsia. “Vogliamo che si faccia piena luce sulla vicenda, soprattutto sulla gestione dell’operazione di salvataggio”, afferma il legale della famiglia, Sebastiano Campanella consulente della famiglia assieme al collega Tommaso Calderone.

Visalli si era avventurato più avanti rispetto agli altri due colleghi intervenuti sulla spiaggia. Un video, girato da un testimone, ha ripreso le prime fasi di quella drammatica operazione di salvataggio. Pochi istanti dopo, Visalli viene colpito mentre prova ad avanzare dentro un muro di acqua altissimo. “In quel momento io urlavo: ‘Non venite, non venite, è troppo pericoloso’ – racconta al quotidiano Repubblica il quindicenne in balia delle onde -. Ma lui si è buttato lo stesso, anche se mi ha sentito, ne sono sicuro. Secondo me in quel momento ha agito da padre”.

“L’autopsia ha offerto dati importanti, ma siamo ancora all’inizio di un percorso”, afferma ancora l’avvocato Campanella. A Lampedusa, Visalli aveva salvato migranti, mentre in Sardegna dei bagnanti. “Una figura di uomo esemplare”, aggiunge il legale. La famiglia della vittima ha puntato il dito contro i superiori di Aurelio: “L’hanno mandato a morire – sostiene il cognato del sottufficiale, Antonio Crea -. Non erano affatto attrezzati per quel tipo di intervento”.

I funerali dell’uomo saranno celebrati venerdì 2 ottobre alle 11 al Duomo di Milazzo.

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