‘Terzo livello’, aperto il processo d’appello

10 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Si è aperto ieri mattina in corte d’appello il processo “Terzo livello”, che nell’ottobre del 2019 ha registrato la sentenza di primo grado. Sono sedici gli imputati coinvolti, e parecchie le parti civili, sia private che pubbliche, come il Comune, l’Amam e l’Atm. L’udienza è durata circa un’ora, nel corso della quale uno dei giudici che compongono il collegio presieduto da Francesco Tripodi, il magistrato Daria Orlando, ha svolto la relazione introduttiva per focalizzare l’intera vicenda e la sviluppo processuale del giudizio di primo grado. Poi è stato stilato un calendario di udienze fino a novembre. Il 30 ottobre il sostituto procuratore generale Felice Lima, che sostiene l’accusa, svolgerà la sua requisitoria. Poi interverranno i tanti avvocati impegnati nel sostenere le parti civili e la difesa degli imputati.

Al centro di questa clamorosa vicenda c’è il “comitato d’affari” composto da professionisti, imprenditori, politici ed esponenti della criminalità, che gestivano la cosa pubblica messinese. Una indagine della sezione operativa della Dia, che non molto tempo addietro sfociò in una serie di clamorosi arresti, a cominciare da quello dell’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile. Il processo di primo grado si è concluso nell’ottobre del 2019 con sedici condanne, alcune perfino parecchio più dure rispetto a quanto aveva chiesto la Procura, e un’unica assoluzione. E poi con il riconoscimento di un’associazione a delinquere e soprattutto del “traffico di influenze illecite” ex art. 346 bis del codice penale, e quindi della teoria accusatoria sull’esistenza di un “comitato d’affari”.

L’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile fu condannata a 8 anni e 3 mesi di reclusione. Tra le altre condanne Marco Ardizzone, 8 anni e 8 mesi; Giovanni Luciano, 2 anni e 3 mesi; Francesco Clemente, un anno e 3 mesi (pena sospesa); Carmelo Pullia, un anno e 8 mesi; Antonio Fiorino, 2 anni e 3 mesi; Daniele De Almagro, 2 anni e 6 mesi; Angelo e Giuseppe Pernicone, 2 anni; Vincenzo Pergolizzi, 5 anni e 6 mesi; Carmelo Cordaro, 4 anni; Michele Adige, 4 anni; Vincenza Merlino, 4 anni; Teresa Pergolizzi, 2 anni e 6 mesi; Stefania Pergolizzi, 2 anni e 6 mesi; Sonia Pergolizzi, 2 anni e 6 mesi. L’unico ad essere assolto da un’ipotesi di turbativa d’asta – da presidente dell’Amam -, fu Leonardo Termini.

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