Abuso d’ufficio e diffamazione, l’ex magistrato Maria Fascetto Sivillo imputata a Messina

15 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Da grande accusatrice del sistema giudiziario catanese, ascoltata perfino dai pm di Perugia per alcuni “rivoli” del caso Palamara, ad imputata per abuso d’ufficio, calunnia e diffamazione, con una lunga lista di parti offese.

È l’ex giudice etnea 63enne Maria Fascetto Sivillo, originaria di Capizzi, nel Messinese, che adesso dovrà comparire davanti al gup di Messina il prossimo 23 ottobre. È in pratica la seconda puntata giudiziaria che l’ha vista protagonista a Messina.

Nel luglio scorso è stata infatti condannata in primo grado per tentata concussione continuata a tre anni e mezzo di reclusione, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la risoluzione del contratto con il ministero della Giustizia, dai giudici della prima sezione penale del tribunale.

Era la vicenda legata al caso Riscossione Sicilia Spa: secondo l’accusa avrebbe cercato di costringere, senza riuscirci, alcuni funzionari dell’ente regionale a cancellare alcune procedure esecutive che erano state avviate a suo carico. Dal canto suo l’ex giudice assistita dall’avvocato Taormina, ha però sempre sostenuto con forza di essere al centro di una vera e propria macchinazione ordita ai suoi danni.

Tra qualche giorno si aprirà quindi per lei un nuovo processo, che è frutto di una nuova inchiesta del sostituto della Dda messinese Francesco Massara che si è già occupato della prima indagine. E che adesso ha ipotizzato a carico della Fascetto Sivillo sei capi d’imputazione.

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