Il processo sull’evasione fiscale della Fenapi. Assolto il presidente del collegio sindacale

28 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Nel processo Caf Fenapi, ovvero l'universo parallelo del sindaco Cateno De Luca in cui s'è insinuata la Procura per contestare una presunta maxi-evasione fiscale da un milione e 750mila euro, arriva una prima sentenza. Che in questo caso è assolutoria e riguarda un solo imputato, il milazzese Domenico Magistro, presidente del collegio sindacale del Caf Fenapi, che a differenza di tutti gli altri aveva richiesto la definizione del procedimento con le forme del rito abbreviato. E la sentenza è assolutoria su tutti i fronti, nonostante la richiesta di condanna a 2 anni formulata ieri mattina dall'accusa. In questo caso ha avuto ragione il suo difensore, l'avvocato Sebastiano Campanella, che dopo aver sviluppato il suo ragionamento aveva chiesto al giudice di assolvere il suo assistito su tutti i fronti.

A decidere tutto è stato il gup Fabio Pagana nell'ultimo atto dell'udienza preliminare, dopo che il pm Francesco Massara aveva praticamente “sdoppiato” le sue richieste nei confronti di Magistro: da un lato aveva sollecitato al giudice la condanna a 2 anni per sette capi d'imputazione, ancorandola alle false fatturazioni con l'inserimento di passività fittizie; dall'altro il pm aveva richiesto per un verso l'assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» per quattro capi d'imputazione attinenti alle falsità nelle scritture contabili, e poi l'assoluzione «perché il fatto non sussiste» per il capo A, ovvero la sussistenza dell'associazione a delinquere, cioé l'esistenza di un accordo preciso tra tutti gli imputati.

La richiesta di accedere al rito alternativo era stata formulata più di un anno fa da Magistro al gup Salvatore Mastroeni, che prima di dare corso alla discussione aveva ritenuto necessario disporre una perizia sull'intera vicenda, affidata al consulente Paolo Bonaccorso. E la perizia - ha evidenziato ieri mattina l'avvocato Campanella nel corso del suo intervento -, «pur muovendo dei rilievi, evidentemente ascrivibili ai responsabili del Caf Fenapi in relazione alle violazioni tributarie, non aveva in alcun modo censurato l'operato del collegio sindacale». Del resto - ha proseguito il difensore -, «l'assoluta estraneità agli addebiti di Magistro era stata già prima facie “certificata” dallo stesso gip, Monia De Francesco, che aveva siglato il provvedimento custodiale che aveva portato l'attuale sindaco De Luca ed altri indagati agli arresti domiciliari, poi comunque annullato dal Tribunale del riesame». L'avvocato Campanella ieri è sceso ancor più in dettaglio, affermando anche che «il gip aveva ritenuto che non fosse in alcun modo ed a qualunque titolo ipotizzabile un coinvolgimento di Magistro nella vicenda, un soggetto cioé di cui non v'era “traccia” alcuna, tanto nelle intercettazioni quanto nelle ulteriori acquisizioni investigative».

Per quel che riguarda il troncone principale del processo ordinario, in cui è coinvolto tra gli altri anche il sindaco De Luca, proprio venerdì si terrà l'ennesima udienza davanti al giudice monocratico Simona Monforte, per il controesame da parte dei difensori di uno dei finanzieri che parteciparono all'indagine. Sempre venerdì è previsto il controesame, da parte degli avvocati Carlo Taormina, Giovanni Mannuccia e Tommaso Micalizzi, del consulente tecnico della procura, il commercialista Corrado Taormina, che ha redatto la perizia tecnica sulla vicenda.

Oltre al sindaco De Luca e all'ex sindaco di Alì, Carmelo Satta, in qualità di presidente del Caf-Fenapi, sono coinvolti anche i collaboratori Cristina Triolo, Floretana Triolo, l'ex sindaco di S. Teresa di Riva Antonino Bartolotta, il commercialista Giuseppe Ciatto, Francesco Vito, Carmelina Giuseppa Cassaniti, come rappresentante legale del Caf Impresa Fenapi srl, e infine Fabio Nicita.

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