BILANCI COMUNALI, PROCESSO D’APPELLO: TUTTI ASSOLTI

12 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Tutti assolti, "perché il fatto non costituisce reato" o perchè "il fatto non sussiste". Si conclude così il processo d'appello sui bilanci comunali a Messina, che secondo la Procura tra il 2009 e il 2012 furono "falsificati" per evitare il dissesto economico del Comune.

La sentenza (la Corte d'appello era presieduta da Francesco Tripodi) ribalta totalmente la sentenza di primo grado, e va anche oltre le richieste dell'accusa in appello. Scagionato completamente quindi l'ex sindaco Giuseppe Buzzanca, i componenti delle sue giunte comunali, i funzionari e dirigenti comunali e revisori dei conti.

Ecco tutti i nomi degli imputati assolti con formula piena: l’ex primo cittadino Buzzanca e gli ex assessori Carmelo Capone, Dario Caroniti, Orazio Miloro, Giuseppe Puglisi,  Roberto Sparso, Salvatore Magazzù, Franco Mondello, Elvira Amata, Giuseppe Corvaja, Giuseppe Isgrò, Carmelo Santalco e Giorgio Muscolino, i dirigenti comunali Aiello, Amato, Camaioni, Coglitore, Maesano, Schiera, Aricò, Donato, Allego, Manna e Famà, i revisori dei conti Giovanni Di Leo, Carmelo Giardina, Giancarlo Panzera e Dario Zaccone. Solo per Coglitore dichiarata la prescizione.

Assolto anche l’ex vice sindaco Gianfranco Scoglio. Uscito in primo grado per prescrizione, ha chiesto che l’Appello riesaminasse la sua posizione ed è stato scagionato nel merito.

La Corte d’appello ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata da Palazzo Zanca e dall’avvocato Rosario Cucinotta, creditore del Comune, che si era costituito parte civile.

LE REAZIONI.

“E’ stato un processo lungo e complicato“, commenta l’avvocato Scurria “ma finalmente è stata restituita dignità agli imputati. I bilanci non erano falsi, giustizia è stata fatta”.

“La formula utilizzata dalla Corte d’Appello per assolvere il dott. Zaccone, il fatto non sussiste, dimostra che la sua condotta è sempre stata improntata alla massima professionalità e correttezza, come abbiamo sostenuto e dimostrato in questi cinque logoranti anni di processo-commenta il difensore avvocato Polto – Aspettiamo di leggere la motivazione della sentenza, anche se la causa di assoluzione, totalmente liberatoria, non lascia spazio a dubbi sulla sua totale estraneità ai fatti che gli sono stati contestati e sulla sua innocenza.”

IL DISTINGUO...

In primo grado, ad eccezione di sei assoluzioni per prescrizione dei reati, la Prima Sezione del Tribunale aveva condannato tutti. In secondo grado, invece, l’Accusa aveva chiesto ai giudici di tenere conto di un distinguo fondamentale. Secondo il Procuratore Generale, infatti, i cosiddetti “tecnici”, che hanno preparato relazioni e pareri per il primo cittadino e la sua Giunta, avevano il know how necessario per valutare i conti, quindi loro non possono essere assolti, al massimo vanno riconosciute le prescrizioni nel frattempo maturate. Sì agli “sconti di pena”, quindi, ma la conferma della condanna per falso.

Lo stesso non può dirsi, invece, per i politici che hanno poi approvato il bilancio. Non c’è prova della “dolosità” della loro scelta di non dichiarare il dissesto e dell’iscrivere i debiti fuori bilancio, non c’è prova di alcuna “interferenza” perché facessero tali scelte, compiute sulla base di pareri e relazioni che erano i dirigenti e i revisori dei conti a stilare.

Nel 2014, quando scattò l'inchiesta, furono 73 in totale gli indagati: tra amministratori pubblici, consiglieri comunali, dirigenti e funzionari di Palazzo Zanca e revisori dei conti dei 4 anni di amministrazione comunale che vanno dal 2009 al 2012. Tutti furono accusati, a vario titolo, delle ipotesi di reato di falso ideologico e abuso d’ufficio.

LE RICHIESTE DELLA PROCURA GENERALE.

Assoluzione perché il fatto non costituisce reato da tre ipotesi di falso (Capi C, E ed F, legati a tempi diversi tra il 2009 e il 2011) per l’ex primo cittadino Buzzanca e gli ex assessori Carmelo Capone, Dario Caroniti, Orazio Miloro, Giuseppe Puglisi,  Roberto Sparso, Salvatore Magazzù,Franco Mondello, Elvira Amata, Giuseppe Corvaja, Giuseppe Isgrò, Carmelo Santalco e Giorgio Muscolino.

Dichiarazione di "non doversi procedere per intervenuta prescrizione" da due ipotesi di falso (capi C ed E, legati a tempi diversi tra il 2009 e il 2010), per i funzionari comunali Aiello, Amato, Camaioni, Coglitore, Maesano, Schiera, Aricò, Donato, Allego, Manna e Famà.

Condanna da confermare (relativa al capo F, il falso in bilancio del 2011 in proiezione sul 2012) – di un anno e un mese –  per i revisori dei conti Giovanni Di Leo, Carmelo Giardina, Giancarlo Panzera e Dario Zaccone.

Conferma della responsabilità per le accuse con riferimento al capo F (con pena rimodulata viste le prescrizioni richieste per gli altri reati, ad un anno e un mese e sospensione della pena) per i dirigenti Franco Aiello, Antonio Amato, Attilio Camaioni, il ragioniere generale Ferdinando Coglitore, Domenico Maesano, Vincenzo Schiera.

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO.

Questa la sentenza emessa in una affollata aula della Corte d'Assise, dopo una lunghissima Camera di consiglio durata undici ore (e conclusasi alle 21), il 6 marzo 2019 dai giudici della Prima sezione penale, in composizione collegiale, composta da Silvana Grasso, Letteria Silipigni e Giovanni Albanese: 28 condanne, sei dichiarazioni di prescrizione e nessuna assoluzione totale (nemmeno quelle che aveva invocato l'accusa). L'ex sindaco Peppino Buzzanca è stato condannato a un anno e cinque mesi, con lui buona parte dei componenti di due delle sue giunte comunali. Tre le tipologie di condanne: un gruppo di imputati è stato condannato a un anno e cinque mesi, un altro a un anno e un mese e il terzo a un anno e tre mesi. Nei confronti di circa una decina di imputati è stata dichiarata la prescrizione totale e molti di loro escono completamente dal processo. Presenti alla lettura del dispositivo molti degli imputati (Alligo, Camaioni, Coglitore, Di Leo, Zaccone, Panzera, Ribaudo, Isgrò, Corvaja)

LE CONDANNE:

Francesco Aiello (1 anno e 5 mesi di reclusione), il segretario comunale Santi Alligo (1 anno e 1 mese), Antonio Amato (1 anno e 5 mesi), Roberto Aricò (1 anno e 3 mesi), Attilio Camaioni (1 anno e 5 mesi), il ragioniere generale, ovvero il 'regista economico' secondo l'accusa, Ferdinando Coglitore (1 anno e 5 mesi), Giovanni Di Leo (1 anno 1 mese), Domenico Donato (1 anno e 3 mesi), Carmelo Famà (1 anno e 1 mese), Carmelo Giardina (1 anno e 1 mese), Diane Litrico (prescrizione), Domenico Manna (1 anno e 1 mese), Giuseppe Mauro (prescrizione), Giuseppe Puglisi (1 anno e  5 mesi), Vincenzo Schiera (1 anno e 5 mesi), Dario Zaccone (1 anno e 1 mese), Domenico Maesano (1 anno e 5 mesi), Giancarlo Panzera (1 anno e 1 mese), Filippo Ribaudo (prescrizione). E poi anche l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca (1 anno e 5 mesi) e i componenti della sua allora Giunta Pinella Aliberti (prescrizione), Elvira Amata (1 anno 1 mese), Melino Capone (1 anno e 5 mesi), Dario Caroniti (1 anno e 5 mesi), Giuseppe Corvaja (1 anno e 3 mesi), Pippo Isgrò (1 anno e 3 mesi), Salvatore Magazzù (1 anno e 1 mese), Orazio Miloro (1 anno e 5 mesi), Franco Mondello (1 anno e 1 mese), Giorgio Muscolino (1 anno e 1 mese), Giuseppe Rao (prescrizione), Carmelo Santalco (1 anno e 3 mesi), Gianfranco Scoglio (prescrizione), Roberto Sparso (1 anno e  5 mesi).

Pena sospesa per Aiello, Amato, Camaioni, Capone, Caroniti, Coglitore, Maesano, Miloro, Puglisi, Schiera, Sparso, Alligo, Magazzu', Manna, Mondello, Amata, Famà, Di Leo, giardina, Muscolino, Panzera, Zaccone, Arricò, Corvaja, Donato, Isgrò e Buzzanca, "subordinandone per quest'ultimo l'efficacia alla pubblicazione per estratto della sentenza ai sensi dell'art. 36 c.p. nel sito internet del Ministero della Giustizia".

Inoltre

"Visto l'art. 537 c.p.p. dichiara la falsità' degli atti pubblici di cui ai capi di imputazione per i quali è stata emessa condanna".

"Visti gli arti. 538 e ss.c.p.p. condanna gli imputati al risarcimento dei danni esclusivamente in favore delle costituite parti civili Comune di Messina e Rosario Cucinotta, riservandone la liquidazione alla competente sede civile, nonché alla rifusione a favore delle stesse parti civili delle spese di costituzione e difesa sostenute nella misura di euro 3.500.00 ciascuna, oltre accessori come per legge".

Tutti incassano il non doversi procedere per prescrizione per le accuse contestate ai capi A, B. D ed escono quindi completamente dal processo Pinella Aliberti, Diane Litrico, Giuseppe Mauro, Giuseppe Rao, Filippo Ribaudo, Gianfranco Scoglio.

"Visto l'art. 531 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Aiello, Aliberti, Amata, Amato, Aricò, Buzzanca, Camaioni, Capone, Caroniti, Coglitore, Corvaja, Di Leo, Donato, Famà, Isgrò, Litrico, Maesano, Magazzù, Manna, Mauro, Miloro, Mondello, Puglisi, Rao, Ribaudo, Santalco, Schiera e Scoglio in ordine ai reati di cui ai capi A), B) e D) (falso ideologico), rispettivamente ascritti in quanto estinti per sopravvenuta prescrizione".

"Visto l'art. 530 c.p.p. assolve Buzzanca Giuseppe e Coglitore Ferdinando dai reati loro ascritti ai capi G) e I) della rubrica perchè il fatto non sussiste". I due capi d'imputazione sono un'ipotesi di falso e uno di abuso d'uffici per la certificazione con cui attestarono di aver rispettato il patto di stabilità tra il 2009 e il 2010.

Nel processo erano imputati 34 persone tra politici, ex assessori, amministratori e funzionari comunali delle giunte comunali che facevano capo all’ex sindaco Giuseppe Buzzanca.

LE RICHIESTE DELLA PROCURA NEL PROCESSO DI PRIMO GRADO.

La Procura rappresentata dal pm Carchietti aveva chiesto nell'udienza di settembre, ai giudici della prima sezione penale presieduta dalla presidente Grasso, 22 condanne e 12 tra assoluzioni e prescrizioni totali.

Per l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca il pm aveva chiesto la condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione.

Ma ecco tutte le richieste della procura (esclusa per tutti i reati l’aggravante di cui all’art. 61 nr 2 cp.):

Francesco Aiello (10 mesi di reclusione), il segretario comunale Santi Alligo (8 mesi), Antonio Amato (10 mesi), Roberto Aricò (assoluzione per non aver commesso il fatto), Attilio Camaioni (10 mesi), il ragioniere generale Ferdinando Coglitore (2 anni e 3 mesi), Giovanni Di Leo (assoluzione in relazione al capo F e prescrizione in relazione ai capi B e D di imputazione), Domenico Donato (assoluzione), Carmelo Famà (8 mesi), Carmelo Giardina (8 mesi), Diane Litrico (non doversi procedere per intervenuta prescrizione), Domenico Manna (8 mesi), Giuseppe Mauro (prescrizione), Giuseppe Puglisi (1 anno e 3 mesi), Vincenzo Schiera (10 mesi), Dario Zaccone (assoluzione), Domenico Maesano (assoluzione), Giancarlo Panzera (assoluzione), Filippo Ribaudo(prescrizione). Tra gli imputati anche l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca (2 anni e 3 mesi) e i componenti della sua allora Giunta Pinella Aliberti (prescrizione), Elvira Amata (1 anno), Melino Capone (1 anno e 3 mesi), Dario Caroniti (1 anno e 3 mesi), Giuseppe Corvaja (1 anno, 1 mese, 15 giorni), Pippo Isgrò (1 anno), Salvatore Magazzù (1 anno), Orazio Miloro (1 anno e 9 mesi), Franco Mondello (1 anno), Giorgio Muscolino (1 anno), Giuseppe Rao (prescrizione), Carmelo Santalco (1 anno, 1 mese, 15 giorni), Gianfranco Scoglio (prescrizione), Roberto Sparso (1 anno e 3 mesi).

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