22 Dicembre 2020 Giudiziaria

Emilia Barrile da oggi è una donna libera. Revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari dopo due anni e cinque mesi

Di Edg – La Corte d’Appello, presidente Tripodi (consiglieri Daria Orlando e Luana Lino), ha disposto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex presidente del consiglio comunale di Emilia Barrile, condannata nel processo d’appello ‘Terzo Livello’ a 4 anni.

Tra le motivazioni addotte dai giudici della Corte d’appello, che hanno accolto l’istanza di annullamento della misura di custodia del suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro (nonostante il parere contrario del procuratore generale), la forte riduzione di pena rispetto alla sentenza di primo grado (8 anni e 4 mesi) e il tempo trascorso dall’esecuzione della misura, due anni, quattro mesi e venti giorni, in quanto “non più adeguata”.

LA SENTENZA D’APPELLO.

Si è concluso il 16 dicembre scorso il processo d’appello relativo all’inchiesta ‘Terzo Livello’ che vedeva sedici imputati, professionisti, imprenditori, politici ed esponenti della criminalità, che gestivano la cosa pubblica messinese, al centro di una clamorosa vicenda giudiziaria.

Il quadro delle condanne inflitte si era ridimensionato di molto, con condanne quasi tutte dimezzate e tre assoluzioni totali.

L’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile è stata condannata a 4 anni di reclusione con tre assoluzioni parziali, perchè il fatto non sussiste, dai reati a lei ascritti ai capi a, b ed e (è stata assolta da un episodio di traffico illecito di influenze, dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio in concorso, trasformando l’accusa di induzione indebita in quella meno grave di traffico di influenze), stessa pena per il commercialista Marco Ardizzone; e poi Giovanni Luciano a 1 anno e 8 mesi; Carmelo Pullia, un anno e 8 mesi; Antonio Fiorino, 1 anni e 4 mesi; Daniele De Almagro, 1 anni e 3 mesi; Vincenzo Pergolizzi, 2 anni e 8 mesi; Carmelo Cordaro, 1 anno e 6 mesi; Michele Adige, 1 anno e 6 mesi; Vincenza Merlino, 1 anno e 6 mesi; Teresa Pergolizzi, 1 anno e 6 mesi; Stefania Pergolizzi, 1 anno e 6 mesi; Sonia Pergolizzi, 1 anno e 6 mesi.

Pena sospesa per Luciano, De Almagro, Cordaro, Adige, Fiorino, Merlino, Stefania, Sonia e Teresa Pergolizzi.

Assolti completamente l’ex consigliere provinciale Francesco Clemente, per non aver commesso il fatto, e gli imprenditori Angelo e Giuseppe Pernicone (perché il fatto non sussiste). 

Dieci le assoluzioni parziali che hanno riguardato Barrile, Ardizzone e Fiorino («il fatto non sussiste»), Carbonaro, Adige, Merlino, i quattro Pergolizzi («il fatto non sussiste»).