Delitto Agostino, la procura generale chiede l’ergastolo per il boss Nino Madonia

19 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

La procura generale di Palermo ha chiesto la condanna all'ergastolo di Nino Madonia, per il duplice omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, uccisi il 5 agosto 1989. La formalizzazione della richiesta di pena è avvenuta oggi nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, durante il rito abbreviato che si celebra davanti al gup Alfredo Montalto. Prima di formalizzare la richiesta di pena, il sostituto procuratore generale Umberto De Giglio ha discusso della posizione di Giovanni Aiello, detto "Faccia da mostro", come "plastica testimonianza del connubio fra Cosa nostra e servizi segreti". Mentre il sostituto della Direzione nazionale antimafia Domenico Gozzo ha messo insieme tutte le prove che dimostrano il ruolo di Nino Madonia, "sia come ideatore del delitto sia come esecutore materiale", formulando la richiesta di condanna all'ergastolo con isolamento diurno (che con la riduzione di un terzo per il rito abbreviato si riduce all'ergastolo).

Oggi, hanno anche concluso le parti civili Presidenza del consiglio, ministro dell'Interno, Regione siciliana, centro studi Pio La Torre e  associazione  Libera.  Le parti civili proseguiranno il 25 gennaio e il 5 febbraio, quando è anche prevista la conclusione dell'avvocato Fabio Repici che rappresenta i familiari di Nino Agostino, il papà Vincenzo e le sorelle.

Il 12 febbraio (ed eventualmente il 26) l'arringa della difesa di Nino Madonia. L'udienza preliminare che riguarda gli altri due indagati (Gaetano Scotto, accusato di duplice omicidio, e Francesco Paolo Rizzuto, accusato di favoreggiamento aggravato) riprenderà il 25 gennaio: nell'aula bunker del carcere Ucciardone, toccherà alla difesa di Francesco Paolo Rizzuto. Mentre il 19 febbraio toccherà alla difesa di Gaetano Scotto. Poi il giudice deciderà sul rinvio a giudizio.

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