Delitto Costanza. Virga: «Non sono coinvolto»

22 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

"Non c'entro nulla con quella esecuzione". Ha negato su tutta la linea ieri nel corso dell'interrogatorio di garanzia, il boss 58enne di Gangi Domenico Virga, che mercoledì all'alba è stato arrestato dalla Mobile di Messina come mandante dell'omicidio di Francesco Costanza.

È una vecchia storia dei Nebrodi tornata a galla dopo le recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia della mafia tortorciana, che si sono in pratica saldate con quanto aveva dichiarato nel 2002 il pentito Nino Giuffrè “manuzza”. Costanza, originario di Tusa, ritenuto affiliato al clan dei Farinella di San Mauro Castelverde, fu ucciso in località Cartolari, tra Acquedolci e San Fratello, la mattina del 29 settembre 2001.

In realtà Virga, che è stato sentito dal gip di Messina Monica Marino in videoconferenza dal carcere palermitano di Pagliarelli, ieri non si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto rendere solo dichiarazioni spontanee. C'era anche uno dei suoi legali, l'avvocato Debora Speciale, e per la Distrettuale antimafia peloritana era presente in collegamento anche il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio. A quanto pare Virga ha tra l'altro decisamente negato di aver “commissionato” l'omicidio, dichiarandosi estraneo alla vicenda.

In questo contesto sono risultate decisive le dichiarazioni del pentito tortoriciano Carmelo Barbagiovanni “muzzuni”, che ha ammesso di aver partecipato in prima persona all'esecuzione. E dopo queste dichiarazioni il capo della Procura di Messina Maurizio de Lucia ha riaperto il caso affidando le indagini per i riscontri alla Squadra Mobile di Messina.

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