MESSINA: Scagionata dipendente dell’Inps

30 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Si conclude con la sentenza di assoluzione definitiva pronunciata dalla Cassazione la lunga querelle giudiziaria tra l'ex direttore provinciale dell'Inps di Messina, Giuseppe Amato, e una dipendente dello stesso ente, la dott. Miranda Cherubino, che addirittura si protraeva sin dal 2011. La vicenda processuale ha avuto origine da due querele presentate da Amato, che è stato assistito dall'avvocato Isabella Barone, il quale aveva ritenuto diffamatorio il contenuto di alcune mail inviate dalla Cherubino al superiore gerarchico, che si riferivano a fatti verificatisi all'Inps di Messina, ed anche alle condotte del dirigente nei confronti della stessa dipendente. All'epoca fu anche avviato un procedimento disciplinare interno ai danni della Cherubino per i medesimi fatti.

Dopo una prima assoluzione davanti al giudice di primo grado, parte civile e Procura impugnarono la sentenza e il tribunale, con funzione di giudice d'appello, la riformò e decise per una condanna a due mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al futuro risarcimento dei danni in favore della parte civile. All'epoca il tribunale non ritenne addirittura l'imputata meritevole delle attenuanti generiche e della sospensione della pena.

Adesso la quinta sezione penale della Cassazione ha totalmente ribaltato la sentenza di condanna del tribunale, annullandola senza rinvio con la formula «perché il fatto non costituisce reato». Piena soddisfazione da parte dei difensori della dott. Cherubino, gli avvocati Vincenzo Cicino e Toni Cappadona per il risultato conseguito, «che mette fine - affermano - , ad un iter giudiziario durato oltre 10 anni, che con l'assoluzione con formula piena restituisce dignità alla dipendente, la quale mai aveva cessato di credere nella giustizia».

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