“Pressioni indebite sul consiglio comunale”, esposto alla Digos del presidente del consiglio comunale

1 Febbraio 2021 Politica

Sale la tensione tra il consiglio comunale, il sindaco dimissionario Cateno De Luca ed i suoi sostenitori, realtà cittadine spaccate ormai irreparabilmente sull’ipotesi, confermata dallo stesso De Luca, di dimissioni “a causa della mancata approvazione del bilancio previsionale 2021 da parte del Consiglio Comunale” (anche se le motivazioni all’inizio erano diverse).

E sono proprio il presidente ed il vicepresidente del civico consesso, Claudio Cardile e Nino Interdonato, a lanciare un allarme sui toni un po’ troppo accesi.

«I continui insulti e le reiterate invettive contro il Consiglio Comunale e i suoi Consiglieri, da parte del Sindaco De Luca e dei suoi seguaci, hanno raggiunto il punto di non ritorno», scrivono i due, che per tale motivo questo pomeriggio, “al fine di tutelare i componenti del Consiglio Comunale e le proprie famiglie, si sono recati alla Digos per denunciare le pressioni indebite”.

«Si respira un clima pesantissimo – hanno evidenziato i massimi rappresentanti del civico consesso – che oltre a ledere i principi basilari di ogni sistema democratico rende impossibile svolgere con dignità, onore e lealtà il proprio ruolo».

In particolare, i due si riferiscono ad un post della sindacalista Clara Crocè, da tempo schierata a favore delle politiche dell’amministrazione guidata da Cateno De Luca, che secondo presidente e vicepresidente del consiglio avrebbe “invitato i beneficiari della family card a recarsi a casa dei consiglieri per ristorarsi”. Uno dei motivi di dissidio tra il consiglio comunale e il sindaco, infatti, era l’affermazione da parte di De Luca che il ritardo nel bilancio avrebbe pregiudicato l’erogazione della Family Card, mentre i consiglieri comunali sostengono che i fondi per gli aiuti a famiglie e imprese per l’emergenza coronavirus sono extrabilancio, e non avrebbero dovuto essere inseriti nel previsionale.

Nel suo post, Clara Crocè ha chiarito la sua posizione: “Siete stati voi a scrivere che le famiglie messinesi sacrificheranno 24 ore di tempo in più per avere riattivata la Family Card , non lo abbiamo detto noi!»

«Per venire incontro al disagio delle famiglie messinesi abbiamo detto che in caso di difficoltà potevano rivolgersi ai Consiglieri Comunali per una cena o pasto solidale. Nel successivo post abbiamo detto che possono rivolgersi anche a noi. Lo facciamo sempre, pagando di tasca nostra se qualcuno si trova in difficoltà e non riusciamo a risolvere subito il problema con le Istituzioni. Essere solidali non è un’offesa! Non si può dire alle famiglie potete aspettare 24 ore. Vi posso assicurare, per esperienza vissuta, che quando in quelle famiglie ci sono bimbi piccoli che hanno bisogno di latte, pannolini, omogeneizzati e quant’altro, 24 ore pesano come 24 anni! Sinceramente in questo momento hanno la priorità! Non si posso rilasciare dichiarazioni alla leggera, querelateci! Fieri di tutelare chi veramente ha bisogno e non i destinatari di alcuni emendamenti farlocchi come quello delle ASACOM e su quello vi querelo io».

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