4 Febbraio 2021 Giudiziaria

#FOTO – MAFIA: LA DIA SEQUESTRA VILLA A VINCENZO GALATI RANDO

La DIA ha eseguito provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale Misure di
Prevenzione di Messina, che ha colpito la villa sita a Torrenova e disponibilità finanziarie
riferibili a Vincenzo GALATI RANDO, soggetto di Tortorici, già coinvolto e condannato
nell’operazione “Mare Nostrum”, quale affiliato all’associazione dei GALATI
GIORDANO Orlando. La misura ablativa scaturisce da un’articolata attività investigativa
svolta dagli operatori della DIA culminata nella proposta di applicazione di misura di
prevenzione patrimoniale a firma congiunta del Direttore DIA e del Procuratore della
Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, Maurizio DE LUCIA, coadiuvato dal
Procuratore Aggiunto Vito DI GIORGIO.
Il lavoro degli investigatori ha fatto emergere la posizione di rilievo di Vincenzo GALATI RANDO in seno all’associazione mafiosa tortoriciana; ruolo confermato, tra l’altro, da vari
collaboratori di giustizia – GALATI GIORDANO Orlando, Ruggero ANELLO e Nicolò
PEZZINO – che hanno reso, in proposito, dichiarazioni concordi nel qualificare il
ruolo rivestito dallo stesso. In particolare, il GALATI GIORDANO Orlando lo individuava
quale soggetto che si occupava delle estorsioni a Castell’Umberto; Ruggero ANELLO
affermava come Orlando GALATI GIORDANO, dopo l’omicidio del fratello Luigi, avesse
delegato lo stesso proposto ad acquisire informazioni su alcuni appartenenti ai Bontempo Scavo; inoltre, il ruolo di “esattore” svolto dal GALATI RANDO per conto della
criminalità organizzata tortoriciana veniva ribadito dal collaboratore Nicolò PEZZINO, il quale precisava come il proposto fosse sfuggito, nel 1991, ad un attentato dove era rimasto
ucciso, invece, un giovane che gli somigliava. Secondo altro collaboratore di giustizia, Giuseppe
CIPRIANO, l’omicidio non concretizzatosi di Vincenzo GALATI RANDO era
stato disposto dal clan dei BONTEMPO, i cui capi avevano deciso l’eliminazione del
predetto, in quanto esponente assai importante del clan contrapposto, capeggiato da “Ninu
u’ssuntu” ed esattore delle tangenti estorte ai vari imprenditori. Negli anni successivi, il GALATI RANDO è risultato coinvolto anche nella gestione del giro di prostituzione in tre frequentatissimi night club, quali il “Dubai Night Club” di
Caronia e il “Dolce Vita” ed il “Deja Vu” di Torrenova. Celandosi dietro le apparenze di
circoli privati no profit, i titolari dei locali reclutavano donne, sia italiane che dell’est
europeo. Nella successiva “operazione Pecunia”, il Vincenzo GALATI RANDO veniva
coinvolto, in concorso con altri soggetti, in un giro di prestiti a tassi usurari.

Da ultimo, anche altri collaboratori di giustizia, all’epoca gravitanti nell’organizzazione
mafiosa dei “Batanesi”, hanno confermato il ruolo rivestito dal Vincenzo GALATI RANDO: Carmelo BARBAGIOVANNI lo individua quale soggetto di Rocca di Caprileone che gestiva un’impresa edile e favoriva i “Batanesi”, mentre il collaboratore Giuseppe MARINO GAMMAZZA, pur non riconoscendolo quale appartenente
all’associazione mafiosa di riferimento, lo individua quale persona che segnalava i cantieri
da sottoporre successivamente ad estorsione.
L’attività di indagine economico finanziaria espletata dagli specialisti della D.I.A. ha
consentito di appurare come il Vincenzo GALATI RANDO sia riuscito nel tempo ad
incrementare il suo patrimonio attraverso il reimpiego di profitti illeciti verosimilmente
provenienti dai fatti penali, per taluni dei quali lo stesso è stato già condannato, pur non
avendo redditi ufficiali proporzionati. L’attività di indagine oggi è culminata con il
sequestro della villa, sita in Torrenova e delle disponibilità finanziarie riconducibili al Vincenzo
GALATI RANDO.