5 Marzo 2021 Giudiziaria

Anziani morti a San Marco d’Alunzio: 3 indagati

Alla fine i poveri anziani, quasi tutti ultraottantenni, morti per covid tra marzo e aprile del 2020 in un lettino d’ospedale, tra Barcellona e Messina, furono undici. E tutti provenivano dal focolaio di San Marco d’Alunzio, scoppiato nella Rsa “Villa Pacis S. Francesco” e nella struttura di supporto “Residenza Aluntina”.
Adesso, su tutta quella triste vicenda che tenne col fiato sospeso in tanti, e in quelle settimane drammatiche aveva un parallelo con la casa di riposo “Come d’incanto a Messina, c’è un’ inchiesta della Procura di Patti.
Un’inchiesta che ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone tra i responsabili delle due strutture e che ieri ha registrato l’inizio dell’incidente probatorio davanti al gup di Patti Ignazio Aliquò, richiesto proprio dai magistrati che stanno svolgendo accertamenti sulla vicenda per fare chiarezza sulle eventuali responsabilità penali: al centro l’affidamento delle consulenze sugli undici anziani che morirono per Covid 19 tra il marzo e l’aprile del 2020.
Allo stato risultano indagati, per epidemia in concorso nell’alveo della fattispecie dei “Delitti colposi contro la salute pubblica, in tre: la milazzese Tindara Irò, in qualità di presidente dell’associazione “Paese dei balocchi”, ente gestorio della “Residenza Aluntina”; Maria Nunziatina Miracula, di S. Marco d’Alunzio, come amministratore unico della Rsa “Villa Pacis San Francesco”; e infine Biagio Todaro, come responsabile di gestione della “Residenza Aluntina”. In questa fase i tre indagati sono assistiti dagli avvocati Salvatore Librizzi, Salvatore Saccà, Salvatore D. Giannone e Massimo Miracola. Secondo il quadro prospettato dalla Procura retta dal magistrato Angelo Cavallo dopo i primi accertamenti tecnici e investigativi, ci sarebbe stata negligenza nell’adozione tardiva di procedure di salvaguardia e tutela dei pazienti delle due strutture, fatto che avrebbe provocato l’insorgere e il conclamarsi di un’epidemia nelle due strutture, prima nella “Residenza Aluntina” e poi nella Rsa “Villa Pacis”, che determinò il decesso di undici anziani degenti.