Gioveni: “Parliamo con la comunità russa della città per avere il vaccino Sputnik”

16 Marzo 2021 Politica

“Perché non avviare una interlocuzione con la comunità russa a Messina con l’obiettivo di iniziare un percorso, anche col Governo, volto a usufruire del vaccino Sputnik, la cui efficienza è ormai certificata?”

A scriverlo è il consigliere comunale e capogruppo di FdI Libero Gioveni, che ricorda “come la Russia e la nostra città siano legate da più di un secolo da relazioni profonde” e lancia il suo appello a sindaco e autorità sanitarie cittadine “per capire se  intanto, interagendo con i nostri amici della Russia presenti a Messina, ci possano essere dei margini per iniziare un iter che porti a beneficiare del vaccino”.

“La nostra città e la Russia – ricorda Gioveni – sono legate da vincoli di amicizia che hanno avuto la loro origine dai lontani soccorsi prestati dalla Marina Russa in occasione del catastrofico terremoto che colpì Messina nel 1908; quell’aiuto rimase nella memoria collettiva della comunità messinese come un’impresa coraggiosa ed eroica grazie alla quale furono salvate migliaia di vite umane”.

“Sono diversi infatti i monumenti e anche le vie – prosegue il consigliere – che
in città ricordano questa “fratellanza”, per cui chiedere quanto meno un primo incontro ufficiale con la comunità russa servirebbe intanto a capire se possano sussistere delle condizioni, dei percorsi o delle speciali deroghe che possano portare ad avere una prima buona quantità di dosi dello Sputnik nella nostra città”.

“Che possa essere considerata, questa, una strada percorribile o meno ce lo potrà dire solo l’eventuale incontro con i nostri amici rappresentanti russi – evidenzia l’esponente di FdI – anche perché il pensiero non può che andare alla comunità di San Marino che già dal 1 marzo gode della media di 400 dosi al giorno del vaccino Sputnik”.

“Tentare questo primo approccio non nuoce di certo, anche perché, chi è fatalista – conclude Gioveni – non può non pensare che la nostra bella comunità russa presente in città, i cui avi hanno fatto tanto per noi nel lontano 1908, forse potrà lasciare ancora una volta il segno”.

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