9 Aprile 2021 Giudiziaria

OPERAZIONE ‘PROVINCIALE’: IL GIP, ‘I VOTI DEL CLAN LO DUCA AD EMILIA BARRILE’

Di EDG – Anna Lo Duca non è solo la sorella del boss Giovanni Lo Duca, ma secondo i magistrati ha contribuito alla crescita del clan dando il suo contributo diretto. Ha messo a disposizione dell’associazione il bar, che è stata la sede da cui ha operato Giovanni Lo Duca e dove quest’ultimo ha ricevuto i sodali e molti pregiudicati. Ma dove è stata svolta anche un’attività illecita di raccolta on line di scommesse.

Anna Lo Duca ha seguito le indicazioni del fratello, che controlla il territorio di Provinciale e impone le regole nei confronti del gruppo esercitando il su potere intimidatorio, lo ha informato quando qualcuno si presentava al bar e svolgeva una funzione di intermediazione mettendo in contatto il fratello con diversi personaggi, come Salvatore Sparacio. Ha seguito, assieme al fratello, gli interessi criminali del clan. E anche, inevitabilmente, le campagne elettorali.

Secondo il gip Militello il sodalizio criminoso si era infiltrato anche negli ambienti della politica locale. “L’ex presidente del consiglio comunale candidatasi a sindaco, – scrive il gip – aveva chiesto il sostegno elettorale a Giovanni Lo Duca e al suo gruppo in cambio di alcuni posti di lavoro“. “E’ quanto emerge dalla conversazione all’interno dell’autovettura intercettata (nel marzo 2018, ndr) – scrive ancora il gip – in cui Giovanni Lo Duca esorta la compagna a preparare un curriculum da fare pervenire ad una persona di nome Emilia, che si era impegnata a farla assumere in cambio di voti per le elezioni a sindaco di Messina (“Lo Duca: a maggio c’è la votazione comunale. Quella mi ha chiamato, Emilia. ‘Però dice, io Giovanni, non ti posso dare né un soldo perchè io sono sola’, dice…si è allontanata da Genovese. ’17mila voti, vorrei salire a sindaco’, dice. Allora gli ho detto, ‘Emilia, io ti do due curriculum, tu mi…’ ‘ma’ dice lei ‘io non posso fare che tu mi cerchi un posto al Comune’, ‘ma chi ti cerca un posto al Comune? ma pure a una mensa scolastica, quello che è, basta che è un posto sicuro, Statale, che piglia uno stipendio, “acqua, neve e vento”, che si pigliano i soldi. Nel frattempo pure che gli danno 8 ore, 10 ore, 6 ore, quello che è, ma basta che è messa in regola e prende uno stipendio’. …’Preparami questo coso così mi muovo in queste cose qua, perchè a maggio ci sono le votazioni’, conclude Lo Duca”).

Nessun dubbio – scrive il gip Maria Militello – che Emilia fosse la Barrile in quanto, a seguito della telefonata di Vaccarino del 27 marzo 2018, Anna Lo Duca lo rassicura che “non c’è bisogno… perchè io l’ho detto a tutti e lo sto dicendo a tutti, i voti vanno a Emilia Barrile, Vaccarino e presidente Lino, Lino Cucè, stop!“.

Aggiungendo all’interlocutore, “noi le cose non ce le dimentichiamo”, ‘lasciando trasparire – è scritto nell’ordinanza – che il sodalizio aveva beneficiato dei favori della politica locale, rafforzando il loro tradizionale affidamento perchè “sappiamo che con lei possiamo contare in qualsiasi momento”‘.

Gli inquirenti intercettano poi un’altra persona, che lavora presso un’impresa di servizi ma si occupa anche di pratiche di invalidità, appoggiandosi al patronato di Gravitelli gravitante nell’orbita della Barrile. Si tratta di una donna alla quale si rivolgono proprio gli uomini di Lo Duca per seguire alcune pratiche di invalidità appunto. Una donna che ad un certo punto, avendo problemi con la famiglia Puleo-Tortorella per l’iter di una di queste pratiche, chiede l’intervento a sua tutela di Giovanni De Luca.