3 Maggio 2021 Attualità

Un Ponte a tre campate?: Il sì ai progetti per il Ponte sullo Stretto di Messina

Il ponte sullo Stretto di Messina diventa un progetto con uno studio di fattibilità. Dopo le iniziative della ministra Paola De Micheli, anche il suo successore alle Infrastrutture Enrico Giovannini dà il via libera a un collegamento stabile, con l’indicazione favorevole su due progetti: il primo, con uno stato di elaborazione più avanzato, è quello a unica mandata già portato avanti dalla società Stretto di Messina, in liquidazione dal 2013, che aveva individuato come general contractor il consorzio Eurolink capeggiato da Impregilo (oggi Webuild). Progetto attorno al quale, dopo lo stop all’opera voluto dall’ex premier Monti, si è aperto un contenzioso da 700 milioni. Ma, spiega Repubblica, c’è anche l’ok a un terzo progetto.

Un ponte a tre mandate sullo specchio di mare fra Messina e Villa San Giovanni lungo 3,2 chilometri. Anche questa una soluzione a lungo discussa in passato, rilanciata di recente dall’iniziativa di Italferr, seppur rimasta allo stato preliminare: l’infrastruttura realiz zata in questo modo sarebbe meno esposta ai rischi di chiusura legati al vento e avrebbe il vantaggio di arrivare direttamente nel capoluogo siciliano e non nella frazione di Ganzirri.

Queste sono le opzioni considerate più fattibili sotto il profilo ingegneristico, dei costi e della sicurezza. Preferite, secondo quanto risulta al quotidiano, ad altre come il tunnel flottante e soprattutto il tunnel subalveo — cioè sotto il fondale dello Stretto — che necessiterebbe di gallerie di ingresso troppo lunghe.

La relazione prodotta dalla commissione dopo 8 mesi di attività — 200 pagine, 50 grafici e 50 tabelle — è ora sul tavolo del ministro Giovannini, che èpronto a girarla al premier Mario Draghi. Ma l’opera non è stata inserita nel Recovery Plan.


Ponte sullo Stretto a 3 campate, Giovannini: “Ci sarà confronto”. Prestigiacomo: “Una truffa!”.

“Se fosse veramente questa la strada intrapresa dal governo, sarebbe una truffa ai danni dei siciliani e dei calabresi. Rimettere in discussione il progetto esistente, parlare di un progetto del ponte a tre campate, significherebbe dilungare i tempi all’infinito, e così dopo i danni, ecco la beffa: tutti apparentemente d’accordo a farlo, sapendo che non lo si vuol fare. Noi non ci staremo”. Queste le dichiarazioni “a caldo” di Stefania Prestigiacomo, sulla questione del collegamento stabile nello Stretto.

La deputata di forza italia annuncia di aver chiesto, insieme con la collega messinese Matilde Siracusano, un’audizione immediata in commissione trasporti alla camera del ministro Enrico Giovannini, invitandolo a presentare la relazione della commissione incaricata di studiare le soluzioni per l’attraversamento stabile tra Sicilia e Calabria.