7 Maggio 2021 Giudiziaria

Csm, procuratore Greco deposita relazione su verbali a pg Milano

Il procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco, ha depositato stamani al procuratore generale milanese Francesca Nanni la relazione sul caso dei verbali resi ai pm del suo ufficio dall’avvocato siciliano Piero Amara (ex legale esterno all’Eni che ha patteggiato una pena per corruzione in atti giudiziari) sulla presunta Loggia Ungheria. Vicenda che ha creato uno scontro all’interno della procura e che ha investito anche il Pg Milano sulla relazione: “Più segreta di una indagine”.

La relazione di Greco che riguarda la gestione del fascicolo sul cosiddetto ‘falso complotto Eni’ nell’ambito del quale Amara ha reso le dichiarazioni è corredata da una serie di documenti allegati e non omissati. “È più segreta di una indagine”, ha aggiunto la pg Nanni alla quale ora tocca valutare quella che è la versione dei fatti del Procuratore della Repubblica per poi eventualmente svolgere accertamenti, compresa la richiesta di una relazione anche al pm Storari. Dopo di che la documentazione dovrebbe essere trasmessa al procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi che, come ha annunciato nei giorni scorsi, dovrebbe avviare una istruttoria disciplinare. Il pg milanese Nanni non è escluso che valuti anche una eventuale avocazione del fascicolo, aperto 4 anni fa e non ancora chiuso, nel quale si era ipotizzato un tentativo di depistare l’inchiesta sulla presunta maxi tangente nigeriana.

Per Greco fu pm Storari a danneggiare indagini.

Per Greco non ci fu alcuna inerzia nelle indagini, come invece sostenuto dal pm Paolo Storari. Il procuratore della Repubblica di Milano, a quanto si è saputo, sostiene che gli accertamenti su quelle dichiarazioni, che facevano riferimento alla presunta loggia segreta Ungheria, vennero fatti, ma con prudenza e cautela. I primi tre nomi – Amara, il suo ex collaboratore Alessandro Ferraro e il suo ex socio Giuseppe Calafiore – vennero iscritti per associazione segreta nel maggio 2020. Mentre Storari avrebbe voluto iscrivere subito, mesi prima, almeno 6 persone per fare tabulati e intercettazioni. E, secondo la ricostruzione di Greco, fu il pm a danneggiare le indagini facendo uscire, mettendole in mano a Davigo, quelle carte segretate, all’insaputa dei vertici dell’ufficio.

Dopo le tre iscrizioni il procuratore aveva coinvolto anche l’aggiunto e responsabile dell’anticorruzione Maurizio Romanelli: gli ha girato le carte, verbali della ‘discordia’ compresi, affinché li leggesse in quanto l’intenzione era potenziare il pool di pm che si occupava del caso. Poi, in una riunione a settembre si decise di trasmettere gli atti alla Procura di Perugia (dove arrivarono materialmente a gennaio scorso), perché l’ex legale esterno dell’Eni tirava in ballo diversi magistrati romani. In quel periodo ci fu anche un interrogatorio congiunto di Amara da parte dei pm milanesi e perugini.

Bufera Csm, pm di Milano Paolo Storari indagato a Roma.

Il pm milanese Paolo Storari (indagato dalla procura di Roma per rivelazione del segreto d’ufficio) nell’aprile 2020 avrebbe consegnato a Milano a Piercamillo Davigo, allora consigliere Csm, i verbali degli interrogatori resi tra dicembre e gennaio precedenti dall’avvocato Piero Amara sulla presunta loggia segreta Ungheria. Un gesto dettato dalla necessità di “autotutelarsi” a causa dell’inerzia nelle indagini da parte dei vertici del suo ufficio, che trasmisero quegli atti a Perugia un anno dopo le dichiarazioni di Amara. I pm di Roma hanno intanto convocato Storari da indagato, per l’8 maggio, a trasmettere gli atti relativi alla sua posizione a Brescia.

Bufera sulla giustizia, indagine per divulgazione di verbali segreti.

Sul caso sono in corso le indagini anche della procura di Brescia. Il procuratore capo di Brescia Francesco Prete ha ufficialmente aperto un fascicolo a modello 44, senza indagati. Il titolare dell’inchiesta bresciana è esclusivamente il procuratore capo Francesco Prete che indaga per il reato di rivelazione di atti coperti da segreto istruttorio.