11 Maggio 2021 Attualità

L’indagine ‘Ivan’ sul mercenario messinese Russo: “Vicinanza e sostegno” al prof. Daniele Macris della Comunità ellenica

In relazione all’inchiesta denominata ‘Ivan’ sul mercenario messinese filo-russo 28enne Giuseppe Russo, che ha combattuto in Donbass, e sui pende un mandato d’arresto internazionale dopo l’indagine della Dda e del Ros, interviene con una nota il consiglio direttivo della Comunità ellenica dello Stretto, poiché nella stessa vicenda è indagato il docente messinese Daniele Macris, presidente del sodalizio ellenico.

“Il Consiglio Direttivo della Comunità Ellenica dello Stretto esprime vicinanza e sostegno al Presidente, prof. Daniele Macris, per l’inaspettata esposizione mediatica riguardo a fatti che avrà certamente ed esaustivamente modo di chiarire nelle opportune sedi. In attesa che ciò possa avvenire, auspicando la massima rapidità ed avendo fiducia nell’operato dei magistrati, desidera comunque ricordare che il prof. Macris, unanimemente riconosciuto come personaggio di spicco nel panorama culturale cittadino e non solo, non ha mai risparmiato le sue energie per promuovere, sempre e soltanto sul piano culturale, le cause delle popolazioni greche, comprese quelle della diaspora. È in quest’ottica che il prof. Macris ha condotto iniziative culturali, quali convegni, pubblicazioni e seminari, per approfondire e portare alla ribalta la condizione di numerosi greci, di seconda e terza generazione, sparsi in diversi luoghi nel mondo: dal Ponto agli Stati Uniti, dalla Crimea alla Federazione Russa. Sono milioni i greci che, sfuggendo a persecuzioni, deportazioni e, non ultimo, all’ormai ampiamente riconosciuto genocidio armeno-greco del 1914-23, hanno raggiunto tutti gli angoli del pianeta in cerca di una libertà perduta. Il prof. Macris ha sempre condotto le sue ricerche con l’onestà intellettuale e la libertà dal pregiudizio proprie del ricercatore. Ha sempre dialogato con tutte le culture, senza timori, né condizionamenti partitici o religiosi. Non ha mai subordinato le sue attività a ragioni di opportunismo politico o di cultura dominante, sfidando, talvolta, anche il consenso facile dell’opinione pubblica. Per questo, siamo certi che il grande equivoco lascerà presto il campo alla trasparente verità”.