26 Maggio 2021 Cronaca di Messina e Provincia

I NOMI – Riciclaggio auto di lusso: 9 arresti nel messinese

Nove misure cautelari, quattro in carcere e 5 ai domiciliari, sono state eseguite dalla Polizia su disposizione del Gip di Patti Ugo Molina a conclusione di una indagine su clonazione e riciclaggio di autovetture di lusso. Gli indagati, alcuni dei quali di origine straniera (rumena, bielorussa e russa) ma da tempo residenti in Italia, in particolare nei comuni di Gioiosa Marea e Patti, sono accusati di associazione a delinquere, falsità in documenti e riciclaggio.

Nello specifico sono state emesse quattro misure di custodia cautelare in carcere per Costantin Dumitru Axinte, rumeno, Siarhei Hryshkevich, bielorusso, Andrei Yanushka, bielorusso, Liudmila Paulouskaya, bielorussa, tutti residenti a Gioiosa Marea. Ai domiciliari sono, invece, finiti Francesco La Galia di Gioiosa Marea, Marius Bombari, rumeno residente a Patti, Maria Florentina Belciug, rumena residente a Patti, Antonino Leopardi, residente a Capo d’Orlando. Una persona risulta ancora latitante.

Nel corso dell’indagine – denominata “Rav 4” – la Polizia Stradale di Messina ha accertato l’esistenza di un articolato sodalizio criminale operante fino a maggio 2020, dedito al riciclaggio di autovetture di lusso marca TOYOTA (in specie modelli RAV 4 e LEXUS), provento di furto in quanto rubate all’estero (o comunque di altra provenienza illecita).

L’associazione provvedeva al reperimento materiale dei mezzi, alla contraffazione dei numeri identificativi del telaio/motore, alla loro introduzione nel territorio nazionale ed alla successiva immatricolazione presso la Motorizzazione Civile di Messina mediante falsificazione della relativa documentazione di accompagnamento (libretto di circolazione, schede tecniche, titoli di acquisto). In tal modo i veicoli venivano nazionalizzati e “legalizzati”, per essere poi immessi nel mercato parallelo dell’usato, con la realizzazione di ingenti guadagni. Conclusa l’operazione di “maquillage”, infatti, il veicolo rubato, con la sua nuova identità, veniva immesso sul mercato parallelo dell’usato, così ottenendo ingenti guadagni illeciti provenienti dalla vendita. Il Gip ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo di nove autovetture Rav 4 e Lexus intestate agli indagati, sul presupposto che alcuni di essi avevano dichiarato redditi bassissimi, pur risultando intestatari di autovetture Toyota di alta gamma, il cui costo di acquisto e, soprattutto, di gestione, appariva all’evidenza sproporzionato rispetto al reddito dichiarato e alle attività svolte.