“Benvenuto 2018: Messina, la direzione è quella giusta” di Marta Previti

7 gennaio 2018

Si è appena concluso per la città di Messina un 2017 contraddittorio, ricco di momenti emozionanti, polemiche, colpi di scena e purtroppo conferme temute.

Sicuramente l’anno trascorso è stato pieno di fatti di cronaca, eventi e avvenimenti che non sono qui a raccontare e che purtroppo ho solo potuto seguire da lontano tramite pagine di giornali online e post su Facebook.

Abbiamo fatto sentire la nostra voce nel mondo quando, durante la prima giornata del G7 di Taormina, Renato Accorinti si è rivolto all’arrogante presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, urlando: “Trump, peace, not war!

Abbiamo perso tutti quando, quest’estate, le fiamme hanno avvolto le colline che circondano la nostra città. Il senso di impotenza e lo sgomento di fronte alla forza distruttiva del fuoco, hanno scritto una pagina drammatica della storia di Messina.

Siamo stati protagonisti quando abbiamo riscoperto in Piazza Cairoli l’Agorà di un tempo, restituendole la sua dignità perduta e ritrovando in essa quel senso di appartenenza ormai svanito.

L’iniziativa Street food fest ha letteralmente trasformato la piazza, rendendola un vero e proprio villaggio gastronomico e di intrattenimento, svegliando dal letargo autunnale tanta gente. Odori, sapori e risate hanno riempito quel vuoto che, soprattutto dopo l’estate, aveva intristito il centro città: oggi Piazza Cairoli è finalmente un luogo invitante e vivace.

Questo Natale infatti, ha preso forma una ruota panoramica che svetta tra gli alberi della piazza e illumina il cielo, regalando un’attrattiva per ragazzi, genitori e bambini, che hanno risposto con entusiasmo e positività. E per tutti quelli che non apprezzano le alte quote, è stata allestita una pista di pattinaggio sul ghiaccio, che in molti hanno voluto sperimentare.

Una piccola oasi in una città che ancora arranca a trovare una sua identità, ma che sta dando segnali di ripresa.

Passi avanti ne sono stati fatti e se guardiamo indietro dobbiamo ammettere, nonostante le polemiche, che abbiamo imboccato la strada giusta. Stiamo imparando a prenderci cura del bene comune, praticando (con grande fatica) la raccolta differenziata dei rifiuti e rivalutando zone abbandonate della città; con qualche resistenza stiamo sfruttando la comodità dei mezzi pubblici, che ormai non sono più “un terno al lotto”.

Insomma stiamo guardando avanti, anzi finalmente abbiamo aperto gli occhi e stiamo puntando al futuro. Non è un ottimismo infondato e sconclusionato, è invece una reale presa di coscienza delle nostre potenzialità e delle capacità che abbiamo ogni volta che ci uniamo per un obbiettivo comune.

Vivere per la maggior parte dell’anno fuori Messina mi permette di guardare la città dall’esterno e non ho dubbi nel riconoscere i grandi cambiamenti che stanno avvenendo.

Il 2018 sarà un anno importante, non solo a livello nazionale, ma anche per la nostra città. Dopo le elezioni regionali, che hanno dimostrato il timore dei siciliani ad abbandonare l’ancien regime, tra qualche mese dovremo nuovamente decidere chi dovrà rappresentarci. E se le prime proposte e conseguenti critiche sono già state fatte, la mia opinione è quella di guardare indietro e chiederci se la direzione che questa amministrazione ha intrapreso, è anche la nostra.

Ma non facciamo “i mancia e scodda” e ricordiamoci che se per anni non abbiamo visto cambiare nulla, assistendo passivi all’abbrutimento di Messina, in questi ultimi 5 anni, tra successi e insuccessi, il cambiamento c’è stato e il merito è della politica di sensibilizzazione che è stata messa in atto e che ha chiamato tutti noi a fare delle scelte, a far parte di una “catena di montaggio” in cui ogni individuo ha una sua responsabilità.

La parola chiave che mi piacerebbe augurare al nuovo anno è “partecipazione: solo una città che risponde, in cui i ragazzi propongono e condividono le loro idee, in cui i grandi coinvolgono le nuove generazioni, può davvero crescere.

 

Marta Previti

 

 

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos ...