Maestro di vita, Andrea Camilleri, patrimonio dell’Umanità

22 Giugno 2019

Di Marta Previti – Porto Empedocle non è certo il centro del mondo, eppure Andrea Camilleri, nato il 6 settembre del 1925 in questo piccolo paese in provincia di Agrigento, lo ha reso celebre a tutti, non avendo mai perso la sua “sicilianità” pur essendo uno scrittore universalmente riconosciuto.

I testi dell’inventore del celebre commissario Montalbano sono stati tradotti in più di 120 lingue e vengono letti in tutti i paesi del mondo. È sorprendente come la lingua siciliana affiori, con discrezione, a caratterizzare le narrazioni di questo grande autore che, da quando è stato colpito dalla cecità, non ha rinunciato alle sue storie ma ha continuato a creare e a dettare nuovi racconti a Valentina Alferj, la sua assistente.

Una vita intensa e fortunata la sua, che lo vede giovanissimo (1942) regista di teatro e sceneggiatore, autore teatrale e televisivo. La carriera di Andrea Camilleri è costellata da grandi traguardi, come quello dell’insegnamento presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma o l’assegnazione del ruolo di titolare della cattedra di regia all’Accademia nazionale di Arte drammatica.

Gli anni tra il 1939 ed il 1943, sono i più difficili per Camilleri che, dopo un’esperienza in collegio vescovile di breve durata a seguito della sua espulsione per aver lanciato delle uova contro un crocifisso, studia al Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento.

Qui otterrà la maturità nel 1943 senza fare esami a causa dei bombardamenti e dell’imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, che avevano obbligato le autorità scolastiche a chiudere le scuole e considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Nel 1944 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia, ma non consegue la laurea. È invece nel 1945 che aderisce al Partito Comunista Italiano, nello stesso periodo in cui inizia a pubblicare racconti e poesie, che gli consentiranno di vincere il Premio Saint Vincent.

È ad Andrea Camilleri che si deve l’arrivo di Samuel Beckett in Italia: al Teatro dei Satiri di Roma, infatti, mette in scena nel 1958 l’opera Finale di partita del quale curerà anche una versione televisiva con Adolfo Celi e Renato Rascel.

La lunghissima carriera in RAI è sicuramente meno conosciuta al grande pubblico ma è ricca di vicende e curiosità, come quella della sua partecipazione nel 1954 ad un concorso per funzionari RAI, che non riesce a superare a causa della sua adesione al partito comunista.

Il 1994 è l’anno fortunato del grande Camilleri che pubblica La forma dell’acqua, primo romanzo poliziesco con il commissario Montalbano e successivamente Il birraio di Preston (1995), che partecipa al Premio Viareggio e grazie al quale, pur senza classificarsi, riesce ad avere un discreto successo.

Dal 1995 ad oggi, il nome di Andrea Camilleri è associato a quello del commissario Montalbano, grazie anche all’enorme successo della serie televisiva, prodotta dal 1999 e trasmessa dalla Rai. Le prime tre stagioni sono andate in onda su Rai 2, mentre dal 2002 viene trasmessa su Rai 1.

Il protagonista del romanzo è interpretato da Luca Zingaretti, che rappresenta magistralmente il personaggio di Salvo Montalbano: amato dal pubblico italiano, è un uomo “d’azione e di riflessione insieme”, che crede profondamente nella giustizia e nella legalità. I suoi legami con la gente del posto, con le persone che lo circondano ed i suoi rituali giornalieri, lo rendono un uomo semplice, comune.

Tuttavia il suo intuito e l’acutezza con cui osserva ogni dettaglio lo rendono speciale, perché solo lui, con il suo istinto, riesce a cogliere ciò che per gli altri è impensabile.

In una Sicilia immaginaria (ma solo per i nomi fantasiosi scelti dallo scrittore) tra Vigata, Montelusa, Marinella, scopriamo gli angoli di una terra contraddittoria, ricca di storia e cultura, che oggi è diventata meta turistica degli appassionati spettatori del commissario Montalbano.

Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare”.

E chi vorrà visitare la casa in cui il commissario consuma le romantiche cene sulla terrazza affacciata sul mare, non dovrà far altro che recarsi a Punta Secca, una frazione di Santa Croce Camerina. Si tratta di un borgo marinaro, in provincia di Ragusa, a poca distanza da Marina di Ragusa.

Da sempre sostenitore dei fondamentali valori universali dell’uomo, è stato maestro di vita degli italiani, con i suoi saggi commenti e le sue lucide interviste che hanno dimostrato, soprattutto recentemente, la preoccupazione per la situazione sociale e politica in Italia. https://www.huffingtonpost.it/2018/07/08/andrea-camilleri-papa-di-montalbano-lancia-lallarme-attorno-a-salvini-lo-stesso-consenso-che-sentivo-per-mussolini_a_23477046/.

Dopo aver recitato l’11 giugno scorso al Teatro Greco di Siracusa “Conversazione su Tiresia” raccontando il mito dell’indovino greco, l’instancabile Andrea Camilleri, il 15 luglio doveva tornare in scena alle Terme di Caracalla” con il monologo da lui scritto “Autodifesa di Caino”; vogliamo credere che l’appuntamento  è solo rinviato. Ti aspettiamo  maestro!

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos ...