Migranti, la sfida dell’incontro. Dal 27 marzo all’1 aprile la mostra anche a Messina

Persone, volti, nomi, storie: questa è Migranti, la sfida dell’incontro, la mostra curata dal giornalista Giorgio Paolucci, che dal 27 marzo all’1 aprile verrà ospitata nell’atrio del Rettorato dell’Università di Messina.

Un titolo provocatorio, “Migranti, la sfida dell’incontro” che mira a far riflettere sulle difficoltà e sulle resistenze che si hanno ancora nei confronti di coloro che arrivano nel nostro paese. Il tour della mostra, realizzata in occasione dell’ultimo Meeting per l’amicizia fra i popoli (agosto 2016), è iniziato a Rimini ed ha raggiunto la Sicilia, fino ad arrivare a Messina.

Sentiamo parlare giornalmente di immigrazione e noi messinesi non ci stupiamo più nel vedere ai telegiornali, immagini della nostra città che fanno da sfondo a storie e notizie drammatiche. Le nostre terre sono ogni giorno coinvolte dagli sbarchi: è una realtà che ci tocca in prima persona, ma che non è stata ancora risolta.

L’esposizione, senza moralismi o luoghi comuni, propone un percorso di immedesimazione all’interno delle storie di coloro che sfidano il mare per scrivere il loro futuro, costruendosi il loro destino, piuttosto che subirlo.

Punto focale della mostra è quello di invitare a conoscere, osservare e appunto “immedesimarsi” prima di decretare giudizi. Spesso uno sguardo nuovo può ridefinire un “problema” e farlo diventare risorsa. I percorsi intrapresi dai migranti non vengono raccontati per impietosire il visitatore, quanto per far comprendere le cause e le conseguenze dell’immigrazione. Le dimensioni del fenomeno ed i numeri proposti in mostra, descrivono in modo puntuale e allo stesso tempo sconvolgente la situazione; per far fronte ad un’esigenza ormai chiara e che è avvertita in tutta Italia, bisogna conoscere.

«Conoscere è il primo passo verso una soluzione» diceva l’attivista Vittorio Arrigoni.

Il tema dell’accoglienza è sicuramente uno tra i più delicati degli ultimi anni, ma è possibile affrontarlo solo dopo una reale informazione sul fenomeno migratorio.

A volte le parole non bastano ed è allora che le immagini possono aiutare a restituirci una realtà a noi sconosciuta. Saranno gli sguardi ed i volti a raccontare…bisognerà incrociare i loro occhi, guardare oltre i pregiudizi. Come ha dichiarato Giorgio Paolucci, l’immigrazione è un fenomeno planetario e non è un prodotto di un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento d’epoca.

«I profughi non sono numeri, sono persone» ha detto papa Francesco circa un anno fa.

E forse, questa frase, può riassumere al meglio l’obiettivo della mostra, che non vuole dare una soluzione o criticare coloro che non accolgono, ma che vuole invece dimostrare come ciò che serve è solo restare umani.

Riprendo una frase di Vittorio Arrigoni che può essere illuminante e che rimane sorprendentemente attuale e valida:

«Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana».

 

Ingresso libero

Università degli Studi di Messina

Piazza Pugliatti, 1

Orari: tutti i giorni dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:00

Info e prenotazioni visite guidate: Annamaria Pizzi tel. 347 5772336

Maggiori info su www.meetingmostre.com

 

 

Marta Previti12 Posts

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos di Roma ed il mio “piede lungo” mi hanno spinto a ripartire e così sono finita a Padova, dove mi sono laureata in Storia dell’Arte Contemporanea. Sono una scrittrice compulsiva, scrivo di tutto: appunti, ricette, pensieri e parole! Così, da un pò di tempo, ho trovato spazio nella rivista online Artspecialday, dove collaboro con articoli di arte e cultura.
Vago, senza fissa dimora tra le città italiane, ma ho nel cuore la Sicilia ed il mare, che ogni estate non vedo l’ora di ritrovare.

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