NOSTALGIA DI UNA FUORISEDE: Quel momento in cui dal finestrino del treno inizi ad intravedere il tuo mare

Maggio è proprio un mese difficile per i siciliani fuorisede!

Iniziano finalmente a intravedersi le prime giornate di sole, giacche e giubbotti vengono messi da parte ed il tramonto aspetta un po’ prima di arrivare.

La primavera ci invita a fare passeggiate, ci regala fiori variopinti, frutta dolce e colorata e qualche allergia passeggera. Tutti sembrano sorridere di più e la sera si fa tardi sotto i portici o nelle piccole e curate piazze delle città che ci ospitano.

Ma lo avverti… manca sempre qualcosa.

Allora immagini le cose che non hai nella tua nuova città, inizi a pensare alle solite mancanze: gli amici di sempre, i genitori, la tranquillità di casa tua, la parmigiana che sa fare così solo tua madre, che proprio in questo periodo, solitamente compra le prime “mulinciane” dal fruttivendolo.

Mentre ricordi il gusto della parmigiana, un pensiero affiora nella tua testa e ti fa sorridere… tua mamma che mentre taglia le melenzane continua a ripetere che ancora non è la stagione giusta per trovarle tra i banchi di frutta e chissà queste da dove provengono.

E poi ci sono i dolci… ecco si si, è proprio questo ciò che non hai quando stai fuori!

Nella tua mente inizi a gustare le prelibatezze della tua terra e i dolciumi di ogni genere.

Quando la domenica, al termine di ogni pranzo di famiglia, arriva il momento dei dolci, rigorosamente sono cannoli o piccola pasticceria: la “guantiera” è sempre stracolma, ma con le paste disposte in modo ordinato e accurato.

Il profumo dei dolci siciliani è inconfondibile. I cestini di fragole colorano un lato del vassoio, accompagnati da pasticcini con frutta fresca, cannolicchi e dolci al cioccolato, mentre una zona d’onore è riservata ai babà, inzuppati nel rum profumato e inebriante.

Quelli non potevo mangiarli da piccola, anche se di nascosto qualcuno me li faceva assaggiare per farmi sentire grande come loro.

I giorni in cui l’assortimento di piccola pasticceria non è completo, l’alternativa sono i cannoli.

Da piccola li mangiavo al cioccolato, ma adesso, quando mi concedo questo dolce piacere, mangio solo quello bianco; la scorza croccante e la ricotta sono fondamentali per un buon cannolo ed ogni pasticceria fa a gara per realizzare il migliore della città. La granella di nocciole, pistacchi e gocce di cioccolato è poi il tocco finale che li caratterizza.

Poi ci sono le granite, quelle giuste per la colazione, con brioche obbligatoria: caffè con panna, cremolata di fragole, pesca, mandorla, limone o gelsi! E a immaginarle, il desiderio di tornare, diventa ancora più forte!

Rivivere gusti e sapori è un’esperienza comune tra noi siciliani, che su questo argomento siamo anche un po’ presuntuosi. Ogni terra ha le sue pietanze e le sue bontà tipiche, ma noi siamo così fieri delle nostre ricette uniche e succulente che le consideriamo sempre migliori delle altre.

Immersa nei ricordi, distaccata dalla realtà, ti rivedi seduta davanti al tavolo del bar dove ti fermavi quotidianamente a mangiare la granita prima di andare a mare… e a quel punto ti fermi e capisci tutto.

Ciò che ti manca è proprio il mare: affacciarsi dalla finestra e vedere il mare, riconoscere i lineamenti della Calabria e avere come punti di riferimento Punta Faro e Scilla… farsi spettinare i capelli dal vento dello Scirocco mentre cammini lungo la spiaggia.

Noi siciliani abbiamo un legame particolare con il mare, quasi viscerale. È vero, il mare in Italia non è difficile da raggiungere: se vuoi andarci un modo lo trovi sempre!

Ma non è la stessa cosa, il nostro mare è diverso, è… nostro.

Ritorni alla realtà della tua “nuova città” e ti accorgi che le scampagnate, i parchi puliti con bimbi e cani che scorrazzano di qua e di là durante le domeniche di sole, non potranno mai sostituire la sensazione di libertà e profondità che solo il mare riesce a darti.

Consulti l’agenda cercando la data del prossimo rientro a casa e continui a sognare la tua terra mentre aspetti quel momento in cui dal finestrino del treno inizi ad intravedere il tuo mare.

 

Marta Previti

 

Marta Previti10 Posts

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos di Roma ed il mio “piede lungo” mi hanno spinto a ripartire e così sono finita a Padova, dove mi sono laureata in Storia dell’Arte Contemporanea. Sono una scrittrice compulsiva, scrivo di tutto: appunti, ricette, pensieri e parole! Così, da un pò di tempo, ho trovato spazio nella rivista online Artspecialday, dove collaboro con articoli di arte e cultura.
Vago, senza fissa dimora tra le città italiane, ma ho nel cuore la Sicilia ed il mare, che ogni estate non vedo l’ora di ritrovare.

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