Perché Messina può diventare Capitale italiana della cultura 2020

Un naturale crocevia fra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud, una terra che è stata abitata da tanti popoli, che è sopravvissuta a disastri terribili, che ha una conformazione invidiabile in tutto il mondo.

Montagne, colline, pianure ed un mare che è paragonabile a pochi altri al mondo.

La storia di Messina, travagliata quanto appassionante, la si rivive ogni giorno attraversando le vie della città, perdendosi tra le fortezze dalle quali un tempo si controllava il nostro porto per contrastare le incursioni nemiche.

Una terra ricca e rigogliosa, la nostra Messina, che ci regala gli agrumi più ricercati e i prodotti più vari del settore alimentare.

La punta di un’isola immersa nel Mediterraneo che, proprio nello Stretto di Messina, ha dato origine ad una lunga e antica tradizione, la pesca del pesce spada.

Si, proprio nelle acque del nostro meraviglioso mare si pratica quest’arte marinara, che adopera delle imbarcazioni particolari, chiamate “feluche”: queste sono dotate di un alto albero maestro sul quale l’avvistatore (u banniaturi) si posiziona per avvistare le prede destinate al fiocinatore.

E se la natura ci ha donato tutto ciò che era in suo potere per avere abbondanza e godere la bellezza, la storia ci ha abituato alla diversità, a culture differenti e ad architetture di più epoche e stili.

Messina può diventare Capitale italiana della cultura 2020 perché abbiamo tutto, solo che non abbiamo ancora imparato a dialogare con ciò che ci circonda…abbiamo ancora bisogno di una spinta e questa può essere l’occasione giusta.

Se penso alle bellezze e ai tesori che ci circondano, non ho dubbi e non posso che essere entusiasta della scelta di partecipare al bando promosso dal MiBACT.

Le varie dominazioni ed i grandi maestri che hanno attraversato il nostro territorio, hanno lasciato un patrimonio che è nostro dovere salvaguardare e promuovere in tutto il mondo.

Ciò che caratterizza noi messinesi (anzi un po’ tutti i siciliani) è il nostro senso di appartenenza, presente soprattutto nei giovani che stanno iniziando a comprendere quanto sia fondamentale la partecipazione e l’attivismo per una riqualifica del nostro territorio.

La necessità di un miglioramento delle condizioni di vita, ha richiamato tutti noi a vivere in prima persona le vicende che riguardano la nostra città. Proprio per questo, dobbiamo dirlo, noi messinesi abbiamo un sentimento particolare per ciò che riguarda Messina. Non è un caso se quando ci viene chiesto qualcosa su questa sfortunata città del Mediterraneo, puntualmente ci brillano gli occhi e chi vive da fuorisede inizia a ricordarla nostalgicamente.

Cosa abbiamo da promuovere? Qui vorrei che tutti coloro che giornalmente sminuiscono Messina, si rendessero conto e si guardassero un po’ intorno:

  • La Chiesa di S. Maria della Valle, “La Badiazza”, che si trova tra i monti Peloritani ed il letto della fiumara San Michele: fondata nell’XI secolo, ha elementi architettonici non solo di derivazione normanna, ma anche sveva e aragonese. Immersa nel verde, è un simbolo storico della nostra città e dopo anni di totale incuria, finalmente sta iniziando ad avere una sua dignità grazie al rifacimento della strada sul torrente. Si attende adesso una consistente attività di promozione dell’edificio, che in poche occasioni è stato aperto al pubblico;
  • Il Duomo di Messina ne ha davvero vissute tante e solo per il suo Campanile dovrebbe avere la piazza gremita di stranieri, code all’entrata e guide turistiche pronte ad accogliere visitatori incuriositi e meravigliati, impazienti di accedere al Tesoro del Duomo, dove sono custodite testimonianze di orafi e argentieri messinesi;
  • La Chiesa SS. Annunziata dei Catalani del XII secolo, un vero e proprio gioiello d’arte arabo-normanna che possiede componenti bizantine e che ha resistito alla furia distruttiva di terremoti e bombardamenti bellici;
  • Il Santuario della Madonna di Montalto, che è stato il primo edificio di culto ad essere ricostruito dopo il terremoto del 1908. Questo lo conosciamo un po’ tutti per la vista mozzafiato che offre sulla città, ma in quanti ci siamo entrati?
  • Il Sacrario di Cristo Re, in stile barocco, che impera sulla città con il suo cupolone.
  • Le meravigliose ville, come Villa Melania (ultimamente attenzionata dal gruppo di giovani messinesi della Pro Loco Messina Sud);
  • Il MUME, che finalmente è stato inaugurato ed aspetta di essere conosciuto e apprezzato, perché ne vale davvero la pena;
  • I Forti, (Curcuraci, Petrazza, Gonzaca, S. Jachiddu) che sono penalizzati dalla loro posizione scomoda e che dovrebbero avere un servizio di navette efficiente…

Le bellezze sono davvero tante e la cosa interessante è che sono tutte diverse tra loro, perché noi messinesi ne abbiamo viste tante e abbiamo una “istintiva” sensibilità alla diversità.

Non bisogna convincere nessuno se non noi stessi del fatto che viviamo in un luogo che non ha niente di meno degli altri. I turisti di fronte ad una città in cui al sole e al mare è possibile anche programmare tour culturali e storico-artistici, non potrebbero essere altro che stupefatti.

Non viviamo in una città in cui si mangia bene e si va al mare e basta. Viviamo in una città che ha una storia, una sua identità ed è per questo che Messina può diventare Capitale italiana della cultura 2020.

Venerdì 30, alle ore 17:30, nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, si svolgerà la prima assemblea cittadina per la definizione strategica del progetto per “Messina Capitale della Cultura 2020”…. Andateci e proponete le vostre idee!

 

Marta Previti

Marta Previti11 Posts

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos di Roma ed il mio “piede lungo” mi hanno spinto a ripartire e così sono finita a Padova, dove mi sono laureata in Storia dell’Arte Contemporanea. Sono una scrittrice compulsiva, scrivo di tutto: appunti, ricette, pensieri e parole! Così, da un pò di tempo, ho trovato spazio nella rivista online Artspecialday, dove collaboro con articoli di arte e cultura.
Vago, senza fissa dimora tra le città italiane, ma ho nel cuore la Sicilia ed il mare, che ogni estate non vedo l’ora di ritrovare.

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