Machu Picchu a rischio: il nuovo aeroporto minaccia il tesoro Inca

15 Maggio 2019
L’idea del governo peruviano è quella di realizzare uno scalo (su cui investono coreani e canadesi) che alleggerisca il già congestionato aeroporto di Cusco e allo stesso tempo porti i visitatori ancor più vicino al Machu Picchu e a tutte le meraviglie della Valle Sacra da scoprire. Una soluzione che però allarma archeologi e ambientalisti: non solo le varie rovine della valle potrebbero non reggere l’impatto con le vibrazioni legate al traffico aereo, ma aumenterebbe in maniera significativa anche lo stato di sofferenza proprio del fragile Machu Picchu a causa del turismo. Nel 2017 le rovine sono state visitate da 1,5 milioni di persone, quasi il doppio del limite che l’Unesco ha raccomandato (e per cui l’ente ha  minacciato di togliere lo status di “patrimonio dell’umanità”). Numeri tali, secondo gli archeologi, da mettere a dura prova lo stato di conservazione del sito peruviano già stressato. I bulldozer – riportano alcuni media, tra cui The Guardian – hanno già iniziato a scavare e spostare la terra Chinchero, zona d’accesso alla Valle Sacra, un tempo cuore della civiltà Inca, per realizzare il nuovo aeroporto internazionale. “Mettere un aeroporto qui lo distruggerebbe” ha raccontato Natalia Majlu, storica dell’arte peruviana all’Università di Cambridge che ha organizzato una petizione contro il nuovo scalo destinato a stravolgere Machu Picchu. Inoltre, andrebbe snaturata anche la chiave stessa di quest’opera meravigliosa: l’isolamento e la difficoltà nel raggiungerla. Chi ha avuto la fortuna di visitare la “vecchia montagna”, come veniva chiamata in lingua quechua sa ci infatti che esistono diversi modi per arrivarci ma tutti implicano uno sforzo di tempo, fatica e diverse distanze da coprire. Dai minivan economici e collettivi che partono da Cusco lasciandoti alla centrale “hydorelettrica”, per poi farsi più di un’ora di cammino fino a Aguas Calientes, sino a nuovi treni previsti da Cusco, oppure al famoso trenino. Aguas Calientes è la stazione dove arriva il treno da Ollantaytambo e da dove partono i pullman organizzati che portano proprio sotto a Machu Picchu: quasi tutti i viaggiatori che la raggiungono provengono direttamente da Cusco. Un nuovo aeroporto, molto più vicino ad Aguas Calientes e il Machu Picchu, significherebbe per gli archeologi un accesso molto più “facile” e dunque rischierebbe di aumentare oltremisura i flussi turistici dell’intera area. Nello scalo potrebbero infatti arrivare voli diretti da tutto il Sudamerica o dagli Stati Uniti e, senza più dover passare da Cusco, le presenze turistiche sarebbero incontrollate: non a caso intorno a Chinchero si stanno già sviluppando decine di resort, ristoranti ed attrazioni.

Oltre a giganteschi flussi turistici, i critici temono poi il passaggio degli aerei a bassa quota vicino al parco archeologico di Ollantaytambo, mettendo a rischio e rovine Inca.

Nella petizione per bloccare l’avvento dello scalo archeologi ed esperti chiedono dunque al presidente peruviano Martín Vizcarra di fare un passo indietro e ripensarci. Anche a Chinchero, dove gli abitanti potrebbero trarre benefici economici dal nuovo aeroporto, sono molti i residenti scettici su come questo impatterà sul futuro. Nonostante i dubbi e le proteste, il governo peruviano sembra però non voler tornare indietro.

“Questo aeroporto sarà costruito il prima possibile perché è molto necessario per la città di Cusco”, ha detto ad esempio il ministro delle finanze del Perù, Carlos Oliva. “Esiste una serie di studi tecnici che supportano la costruzione”. Per Mark Rice, autore di Making Machu Picchu, le preoccupazioni relative alla già iper sfruttata Cusco sono “legittime, siamo al limite, ma il nuovo aeroporto farà un sacco di danni a una delle principali offerte turistiche di Cusco: ovvero la sua bellezza paesaggistica”.