INGIUSTIZIE DI STATO: Uranio, nessun processo per il ministero

7 maggio 2008 Mondo News

L`accusa è che alcuni militari abbiano contratto gravi malattie entrando in contatto con le armi ad uranio impoverito. A seguito della denuncia presentata dai familiari di Salvatore Vacca, militare sardo impegnato in Bosnia e deceduto, al rientro, per un tumore, era stato aperto un procedimento per omicidio colposo nei confronti di ignoti, poi archiviato dal Gip. Era stata infatti esclusa la responsabilità  per “condotta colposa omissiva impropria” dei rappresentanti dell`amministrazione militare e del ministero della Difesa. La Cassazione, con la sentenza depositata oggi, ha dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato dai parenti di Vacca contro l`archiviazione. I supremi giudici hanno ritenuto corretto il provvedimento del Gip che aveva rilevato come “le incertezze emerse sia sul piano fattuale che sotto il profilo epidemiologico, in ordine alla possibilità  di individuare una nesso causale prevalente ed esclusivo tra la contaminazione da uranio impoverito ed il decesso di Salvatore Vacca, impediscono in radice di sostenere che la condotta colposa omissiva impropria dei rappresentanti di vertice dell`Amministrazione militare e del Ministero della Difesa abbia potuto avere una efficacia condizionante nella produzione della morte del militare”. Senza successo, dunque, i familiari di Vacca hanno sostenuto che l`archiviazione era un provvedimento “abnorme” perché aveva “un contenuto assolutorio adottato da un giudice, come il Gip, che non ha alcun potere in tal senso, dovendosi solo occupare di valutare la fondatezza della notizia di reato”. La Cassazione ha approvato il provvedimento del Gip perché “non ha fatto altro che prendere atto della impossibilità  di accertare la sussistenza dell`elemento oggettivo del reato ipotizzato dai denunciati, sulla base delle attività  investigative, peraltro approfondite ed agevolate dalla collaborazione dell`amministrazione militare, e confortate dai risultati degli analisi sui reperti biologici estratti dal cadavere del Vacca”. Ad ogni modo, secondo la Cassazione, le indagini per la morte dei militari italiani venuti a contatto con l`uranio impoverito possono essere riaperte “in qualsiasi momento su richiesta del Pm sollecitato anche dai familiari delle vittime”.